Viviamo nell’epoca delle certezze urlate, delle tribù contrapposte, dei moralisti pronti a scomunicare chiunque non aderisca all’ortodossia del momento. In questo clima di iper-polarizzazione e fervore ideologico, difendere la moderazione sembra quasi un atto sovversivo.
È precisamente questo il paradosso che Aurelian Craiutu affronta in Essere moderati: la moderazione non è la virtù degli animi tiepidi. È, al contrario, una delle scelte più anticonformiste che si possano fare oggi.
Attraverso un dialogo immaginario con due giovani radicali – l’una di sinistra, l’altro di destra – l’autore mostra come moderarsi non significhi rinuncia o compromesso al ribasso, ma tenere la bussola ferma quando tutto spinge verso gli estremi: difendere lo Stato di diritto, la libertà, il dialogo nelle divergenze. Da Aristotele a Tocqueville, i più grandi pensatori politici della storia hanno riconosciuto nella moderazione “la virtù suprema dei legislatori”. Oggi quella virtù è più necessaria che mai – e più rara.
Un libro per chi ha il coraggio di resistere al dogmatismo e crede che la democrazia liberale vada difesa con la forza della ragione, non con lo zelo del crociato.



