Il sogno di spezzare le catene della povertà

A cinque anni dalla morte di Michael Novak, un brano tratto dal libro di Flavio Felice

18 Febbraio 2022

L'osservatore romano

Argomenti / Teoria e scienze sociali

Pubblichiamo un brano tratto dal libro «Michael Novak» (Torino, Ibl, 2022, pagine 165, euro 14). L’autore è docente di Storia delle dottrine politiche all’università del Molise e professore incaricato di Dottrine economiche e politiche alla Pontificia Università Lateranense.

Quando il 17 febbraio del 2017 Michael Novak ci ha lasciati, un senso di vuoto ha colto tutti coloro che lo hanno conosciuto e ne hanno apprezzato la forza, l’impegno, l’acume e il coraggio. L’influenza esercitata da Novak nel campo delle scienze sociali è stata significativa, soprattutto, ma non solo, nell’ambito del mondo cattolico, nella direzione di una maggiore comprensione dei legami che uniscono i principi cristiani e la tradizione del liberalismo classico. L’opera di Novak è orientata alla ricerca del profondo legame che unisce il cosiddetto “capitalismo democratico” e l’antropologia cristiana, in grado di evidenziare la capacità creativa e la partecipazione responsabile della persona alla comunità. In tale contesto, ci mostra l’evoluzione del concetto di giustizia sociale ed il processo in virtù del quale la Dottrina sociale della Chiesa ha accolto una visione più matura e ricca del libero mercato (…)

Sulla base di tali considerazioni, Novak intende elaborare una ridefinizione della nozione di giustizia sociale che affondi le radici nel principio di sussidiarietà e nella plurarchica società civile, concepita come argine critico al potere dello Stato. Nello stesso tempo, vuole dimostrare che la condizione necessaria per il reale compimento del principio di giustizia sociale è un ordinamento fondato su un triplice insieme di istituzioni: quelle che riguardano e difendono la libertà politica (democrazia), la libertà economica (economia d’impresa) e la libertà morale e culturale (pluralismo).

Un ulteriore elemento che identifica l’opera di Novak e ne evidenzia l’influenza esercitata è il tema della soggettività creativa della persona. Essa rappresenta il nucleo centrale dal quale il nostro autore fa dipendere una serie di considerazioni: l’uomo è nato per creare, inventare, osare nuove imprese; e, in quanto imago Creatoris, è homo creator; dunque, attraverso le proprie libere azioni può partecipare per vocazione alla creazione nella sfera economica.

Novak intende sottolineare il ruolo fondamentale del capitale umano, inteso come caput, ossia il luogo nel quale hanno sede le virtù e le abilità umane: l’inventiva, la creatività, la responsabilità, la comunione, la reciprocità, la laboriosità, in una parola: la persona. Infine, egli ha sempre tenuto a precisare che il suo ideale non confonde il peccato e l’imperfezione, che caratterizzano qualsiasi società, con il regno celeste. Novak ha sempre riflettuto sul fatto che, allo stato attuale, la forma sociale che più di altre garantisce il rispetto della dignità umana, sviluppandone la soggettività creativa, è un sistema composito, plurarchico appunto, e si fonda sulle istituzioni del libero mercato, democratiche e pluralistiche in campo culturale e religioso. Il punto di partenza di tale dibattito, dunque, è la convinzione che non vi sono società perfette, poiché tutte presentano i limiti oggettivi che caratterizzano la conformazione fisica e la costituzione morale degli esseri umani. (…)

A distanza di cinque anni dalla sua morte, si ha l’impressione che permangano diffidenze nei confronti di un pensiero pienamente integrato nella tradizione cattolica e nello stesso tempo immerso nella realtà economica e sociale contemporanea. Una prospettiva, quella di Novak, che inserisce la Dottrina sociale della Chiesa nel dibattito odierno, quale indispensabile punto di equilibrio tra il perseguimento della crescita economica, la promozione dell’esperimento democratico e il rispetto per l’antropologia cristiana, avendo come bussola l’idea di sviluppo umano integrale. (…)

Una volta liberato il pensiero di Novak da alcuni elementi contingenti, figli del tempo che l’uomo ha vissuto, è possibile condurlo ad un dialogo franco e costruttivo con Papa Francesco, così come emerge dall’intervista rilasciata ad Ennio Carretto per il Corriere della Sera, il 4 gennaio del 2014: «Francesco è il Papa dei poveri, degli ammalati, di coloro che hanno bisogno. La Chiesa può risollevarsi non solo spiritualmente, ma anche materialmente, sebbene in piccola misura, perché il Papa invoca anche maggiore giustizia e ridistribuzione della ricchezza (…) Papa Francesco si è dimostrato un fedele interprete dell’insegnamento di Cristo».

da L’Osservatore Romano, 18 febbraio 2022

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