Con Novak l'impresa si fece vocazione

Una introduzione alla lettura del teologo e politologo statunitense

17 Febbraio 2022

Avvenire

Argomenti / Teoria e scienze sociali

Pubblichiamo stralci dell’introduzione di Flavio Felice al suo profilo di Michael Novak (Ibl, pagine 165, euro 14), introduzione alla lettura del teologo e politologo americano a cinque anni dalla morte. 

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Con riferimento al “contesto storico e culturale”, si è cercato di mostrare il modo in cui il pensiero del teologo-politologo statunitense si è sviluppato, nella ricerca appassionata e per lo più inedita, di instaurare un rinnovato rapporto tra lo spirito dell’imprenditorialità o d’iniziativa economica e la moderna Dottrina sociale della Chiesa cattolica, inaugurata dalle encicliche sociali di Giovanni Paolo II: Laborem exercens, Sollicitudo rei socialis, Centesimus annus. In questa ricerca, Novak sostiene la necessità che ogni generazione combatta la propria battaglia per la libertà, scegliendo responsabilmente i principi sui quali le società libere sono fondate, dal momento che i sistemi democratici e di libero mercato vanno in sofferenza ogni qual volta quei principi morali entrano in crisi.

Il primo capitolo, intitolato Ordine e storia nel pensiero di Michael Novak, affronta il problema dell’emergere dei sistemi capitalistici e della loro capacità di resistere alle crisi che sorgono al loro interno, dal momento che la ricchezza di cui sono capaci alla lunga produce corruzione. In sostanza, Novak afferma che la buona salute di una repubblica ispirata dall’ideale del capitalismo democratico, oltre e ancora prima che dall’assetto istituzionale, dipende dalla disponibilità dei suoi cittadini a sottoporsi all’autocontrollo e al senso di responsabilità. […] In breve, non trovando sempre una risposta, la persona spesso è posta nella condizione di dover scegliere al buio, ed è in tale esperienza del limite, dell’ignoranza, del “nulla”, che Novak rileva la manifestazione della coscienza e della trascendenza e la titolarità da parte della persona di diritti inalienabili.

Il secondo capitolo, Per una ridefinizione della nozione di giustizia sociale, parte dall’assunto che nessun concetto nell’etica e nella filosofia politica necessita di un chiarimento e di un’analisi critica come quello della “giustizia sociale”. […] Egli intende liberare tale concetto dalla trappola ideologica e dalle secche organicistiche e neo-corporative e, in tal senso, tenta una sua ridefinizione a partire da quattro criteri: 1. deve essere coerente con la tradizione dell’insegnamento sociale della Chiesa; 2. deve contenere in sé i principali portati della democrazia e del liberalismo: il principio di rappresentanza e del rule of law; 3. deve reggere alla critica di coloro che la considerano logicamente incoerente (Hayek); 4. deve essere inclusiva e non partigiana, avendo cura che tutti possano contribuire al bene comune: comunità locali, nazioni e comunità internazionali, tanto pubbliche quanto private. Al centro del tentativo di ridefinire tale nozione, Novak colloca il principio di sussidiarietà, tanto nella sua dimensione verticale quanto in quella orizzontale.

Il terzo capitolo, L’impresa come vocazione, affronta uno dei capitoli essenziali dell’intera opera di Novak e al quale ha dedicato buona parte della sua vita intellettuale. Il punto di partenza della prospettiva di Novak sull’impresa è che tra gli ordini che partecipano all’articolazione sussidiaria della società civile, in una società libera, c’è la comunità degli imprenditori. […] Essere cittadini liberi e sovrani comporta, innanzitutto, assumersi responsabilmente i propri doveri, ricordando che l’essenza della libertà è l’autodeterminazione, ossia l’inalienabile attitudine della persona di affermare la proposizione: qualcuno decide di sé.

Il libro si chiude con una sintetica esposizione di quale sia stata l’influenza esercitata da Novak nel campo delle scienze sociali e della discussione pubblica. Si è tentato di fare il punto della situazione, di considerare anche le numerose critiche che sono piovute sul pensatore statunitense. […] Novak è stato uno dei maggiori interpreti del pluralismo sociale, un alfiere di quella plurarchia sturziana che implica il rifiuto di ogni forma utopistica e/o tradizionalista di riduzionismo sociale ad uno qualsiasi dei tre sistemi che il nostro ha eletto a sistema di riferimento: la politica, con il modello democratico ispirato al rule of law; l’economia, con il sistema di libero mercato; la cultura, attraverso il pluralismo delle istituzioni politiche e culturali, non gerarchizzato e non omogeneizzato da alcuna autorità superiore.

da Avvenire, 17 febbraio 2022

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