Fino al 17 maggio chi preordina il libro riceverà in omaggio “La ricchezza delle nazioni in pillole, con un distillato della Teoria dei sentimenti morali” di Eamonn Butler
Perché il sistema economico che ha prodotto il più grande aumento di prosperità nella storia umana è così spesso disprezzato? Viviamo in un mondo di tecnologie straordinarie, comunicazioni istantanee e livelli di benessere che solo poche generazioni fa sarebbero sembrati impensabili. Eppure, proprio il sistema che ha reso possibile tutto questo – il capitalismo – è costantemente accusato di promuovere l’avidità, le disuguaglianze e la distruzione del pianeta.
In Psicologia dell’anticapitalismo, Peter Foster affronta questo paradosso con un approccio originale che intreccia economia, storia e psicologia evoluzionistica. Partendo dalle intuizioni di Adam Smith e passando per Charles Darwin fino alle più recenti ricerche sulla mente umana, l’autore sostiene che molte delle nostre reazioni negative verso l’economia di mercato nascono da meccanismi mentali che si sono evoluti in un mondo molto diverso dal nostro: quello delle piccole comunità tribali, prive di mercati complessi, denaro e crescita economica.
In un viaggio intellettuale che attraversa la Scozia di Smith, la Manchester di Marx, la Mosca post-sovietica e i corridoi delle Nazioni Unite, Foster esplora le radici psicologiche e culturali dell’ostilità verso il capitalismo, analizzando i pregiudizi morali, le intuizioni economiche sbagliate e le narrazioni politiche che continuano ad alimentarla.



