Governi già al lavoro per tassare l’elettrico

Nel Regno Unito si discute una tassa sulle auto elettriche per compensare il calo delle entrate dai carburanti tradizionali

22 Giugno 2026

Gazzetta di Parma

Aldo Tagliaferro

Argomenti / Ambiente e Energia

Qualcuno è più avanti di altri nella creazione delle infrastrutture dedicate alle auto elettriche, ma bene o male tutti sono ancora abbastanza indietro, perfino in mercati dove le auto con la spina viaggiano a ritmi che l’Italia si sogna.

Ad esempio il Regno Unito, dove lo scorso anno le BEV (Battery Electric Vehicle) si sono prese una fetta di oltre il 23% del mercato con una crescita a due cifre sul 2024 (+23,9%).

E prendiamo spunto dalla bella riflessione di Giulio Tombacco nei focus del sempre prezioso Istituto Bruno Leoni sul mercato britannico.

A noi non interessa in questa sede la battaglia di principio liberista su una transizione imposta dall’alto cercando di rimpiazzare i meccanismi di mercato (in questo senso Londra oggi sembra più erratica di Bruxelles).

Soffermiamoci piuttosto sulle future mancate entrate fiscali virando dai carburanti tradizionali all’elettrico.

A Londra si sta pensando all’Electric Vehicle Excise Duty, ovvero una tassa sulle vetture elettriche che peserebbe 3 pence al miglio. L’equivalente, più o meno, di 20 centesimi al chilometro in Italia.

Ovvero 300 euro per una percorrenza di 15mila km, ma per chi macina più strada la cifra si farebbe importante.

E difficilmente, parlando di balzelli, l’Italia sarebbe di manica più larga rispetto ad Albione.

Insomma, l’elettrico procede tra mille difficoltà e contraddizioni, ma nei Paesi dove è più diffuso già si comincia a pensare a fare cassa sulle spalle degli utenti, ai quali peraltro la corrente elettrica non viene regalata, soprattutto lungo le autostrade.

E siccome gli investimenti in infrastrutture non potranno che essere sempre più ingenti, il rischio che le tasse sull’elettrico aumentino significativamente non è solo ipotetico.

A meno che i cinesi, appena sbarcati in Italia con la futuristica Flash Charging di Byd (il «pieno» in 5 minuti) non spariglino nuovamente le carte e vengano in soccorso del consumatore con qualche diavoleria sui costi in barba ai timori europei dell’invasione…

oggi, 22 Giugno 2026, il debito pubblico italiano ammonta a il debito pubblico oggi
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