dove Sede UnAR, Sala Italia
Via Ulisse Aldrovandi 16, Roma

ore 17:30


Argomenti / Teoria e scienze sociali


Insieme al curatore del libro intervengono:

Raimondo Cubeddu (senior fellow dell’Istituto Bruno Leoni)

Alberto Mingardi (professore ordinario di Storia delle dottrine politiche all’Università IULM e direttore generale dell’Istituto Bruno Leoni)

Rocco Pezzimenti (presidente dell’Istituto superiore cultura e formazione Antonio Rosmini – ISCUFAR)

2 Luglio 2026

Olbia, ovvero saggio per riformare i costumi di una nazione


dove Sede UnAR, Sala Italia,Roma

ore 17:30


Argomenti / Teoria e scienze sociali


Insieme al curatore del libro intervengono:

Raimondo Cubeddu (senior fellow dell’Istituto Bruno Leoni)

Alberto Mingardi (professore ordinario di Storia delle dottrine politiche all’Università IULM e direttore generale dell’Istituto Bruno Leoni)

Rocco Pezzimenti (presidente dell’Istituto superiore cultura e formazione Antonio Rosmini – ISCUFAR)


Presentazione del libro di J. B. Say, a cura e con introduzione di Antonio Casu

Olbia (1800) è uno dei testi più originali e meno conosciuti di Jean-Baptiste Say: un’utopia morale ed economica scritta nell’età post-rivoluzionaria, quando tutto era ancora da ricostruire – compreso il senso stesso della convivenza civile. Collocandosi nel lungo filone che va da Platone a Fourier, Olbia traduce la grande tradizione utopica – dalla Repubblica classica all’Utopia rinascimentale fino alle teorie sociali ottocentesche – in un progetto concreto di civilizzazione borghese, fondato sull’educazione, sull’equilibrio economico e sulla felicità pubblica. La morale è concepita come scienza dei costumi, l’economia politica come sua applicazione pratica: l’istruzione, la giusta distribuzione delle ricchezze e la virtù diventano strumenti di riforma sociale. Il popolo immaginario di Olbia è il laboratorio in cui gli ideali classici si combinano con i principi moderni di produttività e benessere diffuso. In questo mondo, la felicità non è il premio della virtù: ne è la condizione. La virtù è resa piacevole, il vizio svantaggioso. Snodo tra umanesimo classico, repubblicanesimo illuminista e utopismo economico, Olbia è una delle prime sintesi moderne dell’idea che istituzioni ed economia possano farsi strumenti di progresso morale.


Jean-Baptiste Say (1767-1832) è stato uno degli economisti più influenti della sua epoca e uno dei principali interpreti e divulgatori del pensiero di Adam Smith in Francia. Formatosi in un ambiente protestante e mercantile, visse in prima persona le turbolenze della Rivoluzione e dell’età napoleonica, che ne segnarono profondamente il pensiero. È celebre soprattutto per il Traité d’économie politique (1803) e per la cosiddetta “legge di Say”, secondo cui l’offerta crea la propria domanda. Meno noto, ma non meno significativo, è il suo interesse per la dimensione morale ed etica dell’economia, di cui Olbia è la testimonianza più compiuta e visionaria. Professore al Conservatoire des Arts et Métiers e poi al Collège de France, Say fu figura di raccordo tra Illuminismo e liberalismo ottocentesco.

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