2010 pp 184
    ISBN: 978-88-6440-014-3
    20 €
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      Straborghese
      Una difesa della borghesia come tipo umano
      Sergio Ricossa
      Prefazione di Alberto Mingardi
      Il borghese di Ricossa «è in buona sostanza l’eroe di una storia. La storia di uno sviluppo economico tumultuoso e imprevedibile. Il borghese ricossiano è il protagonista di una rivoluzione infinita e permanente, destinata a ripetersi finché sopravvivrà qualcosa del sistema capitalistico
      Pubblicato nel 1980, a pochi anni dagli eccessi della contestazione, Straborghese è un pamphlet scritto e pensato contro ogni luogo comune. Una difesa della borghesia, prima ancora che come classe sociale, come carattere, come tipo umano, come fenomeno. C’è chi nasce «mezzo borghese, e se ne ha la volontà lo diventa del tutto applicandosi da autodidatta». Per Ricossa, il carattere borghese risiede sostanzialmente nella vocazione dell’uomo a rapportarsi con l’altro, a crescere e a migliorare attraverso lo scambio. La civiltà borghese è «colorata dai fiori dell’individualismo, mossa dalla libera fantasia innovatrice di ciascuno e di tutti, nel reciproco rispetto, alla ricerca anche avventurosa delle dolcezze della vita, ma con aurea moderazione intesa a evitare ogni eccesso».

      La borghesia come stilema dell’Ottocento e come parte che parla per il tutto della società liberale. Questa la sfida di Sergio Ricossa lanciata quando l’Italia sembrava veramente a un passo dal diventare un Paese comunista: difendere l’ideale della libertà individuale, attraverso il suo più odioso rappresentante storico. Il borghese.

      Come scrive Alberto Mingardi nella sua prefazione, il borghese di Ricossa «è in buona sostanza l’eroe di una storia. La storia di uno sviluppo economico tumultuoso e imprevedibile (imprevedibile perché mai visto prima). Il borghese ricossiano è il protagonista di una rivoluzione infinita e permanente, destinata a ripetersi finché sopravvivrà qualcosa del sistema capitalistico».


      Fra i maggiori economisti e pensatori italiani del secondo Novecento, Sergio Ricossa (1927) ha insegnato “Economia Politica” all’Università di Torino. Accademico dei Lincei, i suoi contributi scientifici maggiori si possono ricondurre a una poderosa critica del modello di Piero Sraffa. Fra le altre cose, ha pubblicato il monumentale Dizionario di economia (1981), Aspetti attuali della teoria economica neoclassica (1991) e La fine dell’economia (1986, ristampato da Rubbettino-Facco nel 2007). Elzevirista e saggista di rango, editorialista de La Stampa e poi de Il Giornale, è noto anche per saggi di carattere divulgativo, come Impariamo l’economia. Idee, principi, teorie (1988) e Maledetti economisti. Le idiozie di una scienza inesistente (1996, ristampato da Rubbettino nel 2010).

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      Recensioni e segnalazioni:
      Istituto Bruno Leoni, 26 febbraio 2010: “Torna in libreria un classico di Sergio Ricossa
      La Stampa, 28 febbraio 2010: “Sto nel bunker con Borges: vade retro economia. Intervista a Sergio Ricossa”, di Alberto Papuzzi
      Il Giornale, 2 marzo 2010: “Così si mette KO l’intellettuale di sinistra”, di Sergio Ricossa
      Il Foglio, 10 marzo 2010: “Perché oggi ogni intellettuale che si rispetti dovrebbe studiarsi Ricossa”, di Antonio Martino
      Il Foglio, 12 marzo 2010: “Leggere Ricossa e scoprire cos'è la vera coscienza di classe”, di Carlo Stagnaro
      Libero, 15 marzo 2010: “Ricossa e il suo spiroto ‘Straborghese’”, di Mario Giordano
      Il Foglio, 19 marzo 2010: “Da Ricossa a Jobs. Chi sono gli ultimi straborghesi in circolazione”, di Stefano Cingolani
      Corriere della Sera, 26 marzo 2010: “La borghesia alla riscossa: non siamo solo capitalisti”, di Pierluigi Battista
      Il Giornale, 1 marzo 2015: "Un agile manuale per smascherare i cretini di sinistra", di Nicola Porro
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