IBL nelle scuole
Impariamo l’economia! Scambio e ricchezza delle nazioni
L’Istituto Bruno Leoni interviene frequentemente nel dibattito pubblico, con l’ambizione di dare risonanza e visibilità alle “idee per il libero mercato”. Ma, perché ci sia un dibattito nel quale si confrontano posizioni anche assai diverse, ma consapevole e informato, è prima di tutto necessario che le persone abbiano a disposizione adeguati strumenti concettuali.

Per questa ragione, l’Istituto promuove “IBL nelle scuole”: si tratta di due “prime lezioni di economia”, molto semplici e non connotate ideologicamente, attraverso le quali gli studiosi e i ricercatori di IBL provano ad offrire “le idee che servono a farsi un’idea”.

La prima lezione prende l’avvio da uno scritto di Leonard Read del 1958 (“Io, la matita”, qui il video con Milton Friedman) con l’obiettivo di mostrare la complessità della cooperazione volontaria che ha luogo nel libero mercato, mentre il secondo appuntamento muove dalla cosiddetta “favola della finestra rotta” di Frédéric Bastiat. Il suo “Ciò che si vede e ciò che non si vede” è un piccolo grande classico che consente di mettere a fuoco il concetto di costo-opportunità.

L'intento dei ricercatori dell’IBL è di spiegare ai ragazzi la natura dello scambio e il ruolo dei prezzi, ma anche il rapporto tra scelte politiche (tassazione, regolazione, politica monetaria) e vita produttiva, gli effetti visibili e quelli meno visibili dell’azione pubblica, il ruolo giocato dai gruppi di pressione, così da aiutarli a comprendere la grande complessità della realtà sociale.

IBL offre questo modulo didattico gratuitamente a tutte le classi delle scuole superiori che ne facciano richiesta. I docenti interessati possono semplicemente scrivere a info@brunoleoni.it e sarà nostra cura metterci in contatto, per programmare le lezioni.

Con questa pagina web, però, noi vogliamo offrire strumenti per proseguire la discussione in classe e il dialogo con docenti e studenti. Di seguito trovate pubblicazioni, ricerche, articoli che possono essere d’aiuto per parlare di economia in classe, riflettere sul ruolo delle istituzioni, ragionare su incentivi ed effetti perversi.


Il gruppo su Facebook
IBL è a disposizione degli insegnanti per copie saggio dei suoi libri utili a fini didattici. Ben volentieri riceviamo stimoli, idee e suggerimenti. Mantenetevi in contatto con noi attraverso il gruppo Facebook.
Che cos'è la globalizzazione: un video per capire

Globalizzazione è un termine che ricorre continuamente nei nostri discorsi, spesso con un tono di diffidenza e talora persino di timore.
L'Istituto Bruno Leoni, in collaborazione con la Fondazione per l'Educazione Finanziaria e al Risparmio, ha realizzato un breve video animato per spiegare cosa è e cosa comporta.

L’obiettivo è far cogliere, in particolare ai più giovani, l'origine, il senso e gli effetti di scambi culturali e commerciali più semplici, come avvenuto a partire dalla Rivoluzione industriale. La globalizzazione non è altro che la possibilità di un più agevole incontro tra bisogni, idee, intelligenze e beni materiali e non materiali in un'arena grande come potenzialità e al tempo stesso ridotta nello spazio e nel tempo.




Si ringrazia FEDUF per averne consentito la realizzazione.
I “Promessi sposi”: un testo di economia ignorato
Tutti, o quasi, gli studenti delle scuole superiori conoscono I promessi sposi, ma ben pochi, a partire dai loro professori, si rendono conto che nel romanzo di Alessandro Manzoni (in particolare, nei capitoli dodicesimo e ventottesimo), si illustrano alcuni importanti concetti di economia e i pregiudizi che ancora oggi persistono in merito.

L’Istituto Bruno Leoni pubblica alcuni contenuti che permettono ai lettori di apprezzare questo aspetto misconosciuto del grande romanzo ottocentesco:

Alberto Mingardi, Cari economisti, studiate i “Promessi sposi”, La Stampa, 9 febbraio 2016
L’Italia non è Paese che brilli per la cultura economica diffusa. Eppure al liceo siamo obbligati a leggere «uno dei migliori trattati di economia politica che siano mai stati scritti». Questo pensava Luigi Einaudi dei Promessi sposi. L’opera di Manzoni festeggia i 189 anni. Fa parte della nostra tappezzeria intellettuale: quante fosse abbiamo riempito col senno di poi. Parliamo ancora l’italiano di Manzoni. È inevitabile, in un Paese pieno di azzeccagarbugli, che si divide in bande «per poter odiare ed esser odiati senza conoscersi», e dove, nei posti di potere soprattutto, chi il coraggio non ce l’ha fatica a darselo.

Carlos Rodríguez Braun, La saggezza economica ne I promessi sposi, LeoniBlog, 17 marzo 2016
La folla, piena di pregiudizi instillati dalle autorità, non si rende conto che i suoi problemi sono conseguenza diretta dell’interventismo delle stesse autorità, e reclama soluzioni facili. Nessuna di queste prevede il creare ricchezza, ma al contrario consistono nell’appropriarsi di quella altrui, incoraggiando questi comandi affascinanti, completamente contrari alla realtà e tipici della fantasia di coloro che propiziano scorciatoie facili per raggiungere il paradiso a discapito della libertà: «Viva l’abbondanza! Moiano gli affamatori! Moia la carestia! Viva il pane!»

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