Wi-fi obbligatorio, Trovato: "Si mettono a rischio gli investimenti privati"

Il ricercatore IBL boccia la proposta di legge

20 Novembre 2014

Corriere delle Comunicazioni

Argomenti / Teoria e scienze sociali

“C’è uno scollamento tra obiettivi e mezzi”. Con questa parole, Massimiliano Trovato, economista dell’Istituto Bruno Leoni, boccia la proposta di legge – “Disposizioni per la diffusione dell’accesso alla rete Internet mediante connessione senza fili” – presentata dai deputati del PD Sergio Boccadutri, Enza Bruno Bossio, Ernesto Carbone, Alberto Losacco e Gennaro Migliore e firmata da 106 parlamentari.

Cosa non la convince della proposta?
Prima di tutto il fatto che si obbliga i privati ad installare hot spot wi-fi, facendosi carico di un obiettivo di interesse pubblico che non compete loro, in questo caso l’abbattimento del digital divide. Lo Stato ha, sì, il diritto di identificare obiettivi che considera meritevoli di essere raggiunti ma non quello di costringere altri a raggiungerli. A New York, ad esempio, l’amministrazione ha deciso di trasformare le cabine telefoniche in punti wi-fi, ma lo fa nel quadro di un onesto dirigismo che non intacca l’autonomia dei soggetti privati.

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Twitter: @masstrovato

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