Discorso Sergio Ricossa 2024 – AI, Politics, and Complex Systems


15 aprile 2024 – AI, Politics, and Complex Systems Don’t hope to get rid of human creativity

Potrà mai l’intelligenza artificiale superare la creatività umana? Quali sono i tratti essenziali dell’intelletto dell’uomo? E perché le nostre interazioni più comuni con l’IA sono ancora così insoddisfacenti? Barry Smith, uno dei filosofi contemporanei più citati al mondo e professore presso l’Università di Buffalo a New York, ha illustrato gli sviluppi e le applicazioni dell’intelligenza artificiale lo scorso 15 aprile presso il Duomo delle @OGRTorino Noto soprattutto per l’applicazione dell’ontologia a settori estranei alla filosofia – dalle scienze biomediche al campo militare e dell’intelligence – recentemente Smith ha pubblicato il testo Why Machines Will Never Rule the World (Routledge 2023), scritto con Jobst Landgrebe, filosofo, matematico e imprenditore nel campo dell’intelligenza artificiale. Insieme sostengono che un’intelligenza artificiale che possa eguagliare o superare l’intelligenza umana è impossibile. Ciò significa che dai potenziali sviluppi di ChatGPT fino ai robot che conquistano il pianeta, molte delle ipotesi che si sviluppano intorno all’IA sono solo fantasie iperboliche. Una posizione controcorrente sostenuta da numerose prove raccolte negli ambiti della matematica, della fisica, dell’informatica, della linguistica e della biologia. Insomma, non sperate di liberarvi della creatività umana. Barry Smith è SUNY Distinguished Professor di Filosofia presso l’Università di Buffalo, New York, nei Dipartimenti di Informatica Biomedica, Neurologia e Scienza e di Ingegneria Informatica

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