Una punizione che danneggia l'Occidente

Pericolo boomerang, perché l'arma Swift è spuntata

28 Febbraio 2022

Il Giornale

Carlo Lottieri

Direttore del dipartimento di Teoria politica

Argomenti / Economia e Mercato

L’ipotesi di escludere la Russia dal circuito Swift, secondo taluni capi di governo, potrebbe essere l’arma decisiva per costringere Vladimir Putin a più miti consigli perché taglierebbe fuori l’intera economia dai maggiori circuiti finanziari. Vi sono, però, molte controindicazioni. In effetti, questa sanzione analogamente a quelle più classiche di natura protezionistica colpisce tanto chi l’attiva quanto chi la subisce. Gli scambi tra Occidente e Russia non hanno il carattere di elargizioni, come risulta chiaro se si pensa che dalla Russia importiamo soprattutto le risorse energetiche di cui abbiamo dannatamente bisogno. E se vogliamo comprare il loro gas, abbiamo bisogno di poter spedire loro denaro.

Oltre a ciò è sempre importante ricordare che i regimi autoritari tendono a rafforzarsi dinanzi a quelle che Benito Mussolini ebbe a definire le «inique sanzioni» decise nel 1935 dalla Società delle Nazioni per censurare l’invasione dell’Etiopia: non a caso, un anno dopo il Duce raggiunse l’apice della popolarità. E quanti decenni ha tirato avanti Cuba a dispetto dell’embargo americano? Insomma, l’inefficacia delle sanzioni economiche è ormai dimostrata e non sarebbe il caso di ripetere quegli errori.

Per di più, se da un lato è vero che larga parte dell’economia russa è una sorta di emanazione del potere personale di Putin, l’Occidente dovrebbe scommettere su quelle realtà minori che hanno una vita propria e cercano, pur tra mille difficoltà, di far crescere una società più plurale. Una sanzione che chiudesse le relazioni bancarie rappresenterebbe un danno tremendo per quella parte di economia più o meno libera che pure in Russia esiste. Soprattutto perché Joe Biden sembra orientato a colpire alcune banche ma non Gazprombank, che opera con gli esportatori di gas e petrolio: con il risultato che Putin e i suoi continuerebbero a incassare, mentre le conseguenze peggiori ricadrebbero su quanti sono attivi in altri ambiti.

Questa mossa potrebbe favorire lo sviluppo di sistemi di comunicazione bancaria alternativi, quello russo (Spsf) o quello cinese (Cips), insieme al decollo di nuove tecnologie modellate a partire dal bitcoin. Sulla desiderabilità di questo esito, che creerebbe maggiore concorrenza tra sistemi e metterebbe in difficoltà la relazione tra banche e riscossione tributaria, si potrebbe discutere a lungo. In un simile mondo, ad esempio, sarebbe suonata assai meno efficace la minaccia di chiudere i conti correnti lanciata da Justin Trudeau a quanti in Canada lo criticano.

da Il Giornale, 27 febbraio 2022

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