Una burla che svela la pochezza dei politici

Una norma farsa approvata nel Parlamento regionale rivela i limiti strutturali di una politica che pretende di regolare tutto

19 Gennaio 2026

La Provincia

Carlo Lottieri

Direttore del dipartimento di Teoria politica

Argomenti / Teoria e scienze sociali

Più di un secolo fa un geniale siciliano, Gaetano Mosca, dopo anni passati quale funzionario della Camera dei deputati inventò la scienza politica italiana. Aveva visto da vicino come funziona il sistema del potere e da quell’esperienza personale trasse una serie di lezioni cruciali: a partire dalla tesi che ogni società è sempre dominata da un piccolo gruppo, da una élite, da una “classe politica”.

Nei giorni scorsi un altro siciliano, il deputato regionale Ismaele La Vardera, ha offerto un suo originale contributo alla comprensione della dura realtà dei fatti.

Nelle pieghe di quei lavori di commissione e d’aula che si occupano di tutto e di più, La Vardera è riuscito a fare approvare una norma che attribuisce un milione di euro a Comuni inesistenti. In effetti, il testo assegna questa dotazione alle amministrazioni che sono alla testa di “ambiti di coordinamento territoriale intersettoriale”. Il politico ha simulato un linguaggio plausibile, falso ma verosimile, evocando Comuni che semplicemente non esistono.

La norma non avrà conseguenze. Poiché quei Comuni non ci sono, l’enunciato resterà quello che è: un insieme insensato di parole che non si riferiscono a nulla di preciso. E al tempo stesso questa iniziativa mezza goliardica una conseguenza l’ha già avuta, dato che ha mostrato in che modo fatalmente sciatto vengono elaborate le norme che ci regolano.

Già a fine Ottocento il cancelliere Otto von Bismarck sottolineò che per fortuna l’uomo della strada non ha modo di vedere in che modo siano fatte le salsicce e le leggi, ma ora la situazione è peggiorata.

Il motivo sta nel fatto che non solo l’area d’interesse dell’azione politica si è molto dilatata, ma oltre a ciò ogni settore delle attività umane s’è fatto sempre più complesso e padroneggiabile soltanto da specialisti.

Certo la burla siciliana mette alla luce in che modo, e con quale leggerezza, i membri del ceto politico dispongono delle risorse altrui. Mentre nelle loro scelte private curano nel dettaglio ogni aspetto e cercano di non sprecare nemmeno un euro, quando devono destinare le risorse tolte alla società civile sono quasi fatalmente approssimativi.

La prima reazione sarebbe quella di denunciare, alle solite, la scarsa qualità dei nostri politici. C’è però ben altro. Se anche avessimo aule frequentate soltanto da luminari, ognuno di loro sarebbe competente nel suo specifico ambito e non è ragionevole attendersi che un politico sappia se esistono coordinamenti territoriali intersettoriali oppure no.

La follia, allora, sta nel fatto che in una società tanto articolata si continui a ritenere che un piccolo consesso sia legittimato a regolare qualsiasi cosa. L’onnipotenza del legislatore, che non conosce limiti al suo agire, prevede legislatori onniscienti: ciò che, ovviamente, non è possibile.

Avremmo bisogno di una classe politica più consapevole dei propri limiti e più avvertita dinanzi ai diritti di tutti noi. Regolare ogni cosa, anche senza sapere che cosa si sta regolando, può portare soltanto a esiti disastrosi.

oggi, 21 Gennaio 2026, il debito pubblico italiano ammonta a il debito pubblico oggi
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