Un giorno di ordinaria italianità, per capire il populismo di casa nostra

Alle difficoltà che causa il pubblico corrisponde lo spaesamento nel privato

30 Ottobre 2026

Il Foglio

Gilberto Corbellini

Professore ordinario di Storia della medicina, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”

Alberto Mingardi

Direttore Generale

Argomenti / Politiche pubbliche

In Un giorno di ordinaria follia (Falling Down), Michael Douglas interpretava William Foster, un ex ingegnere della difesa di Los Angeles, divorziato. Un’ordinanza restrittiva gli impedisce di avvicinarsi all’ex moglie e alla bambina, ma lui insiste nel volerle vedere. Il film si sviluppa attraverso una serie di tappe, ciascuna delle quali mostra la sua esasperazione nella cornice dell’ordinaria vita urbana: il minimarket coreano in cui non gli cambiano una banconota e i prezzi gli sembrano ingiusti, l’incontro con una gang, il fast food che ha appena smesso di servire la colazione che desidera, e così via. Più la storia progredisce, più Foster si fa violento e semina il caos in città.

Nella sua “titanica giornata”, il professor Rossi non cede alla violenza, ma chi legge forse lo scuserebbe, se lo facesse. Rocco Pezzimenti, storico del pensiero politico ben noto a chi abbia curiosato negli intrecci fra cattolicesimo e liberalismo, ha scritto un apologo politico che sembra un tentativo di spiegare il populismo e l’antipolitica. Non il populismo in generale, ma quello di casa nostra. Pezzimenti sceglie di non guardare alle grandi tendenze internazionali, al rigetto della globalizzazione, agli effetti, veri o presunti, dei nuovi media. Racconta semplicemente un giorno di ordinaria italianità: i fondi della previdenza integrativa che finiscono nel calderone dell’Inps, le liste d’attesa lunghissime anche per gli esami più banali, che si “saltano” grazie a una provvidenziale conoscenza, i lavori per l’ascensore da installare nel condominio che continuano a ritardare perché manca un’autorizzazione… Ce n’è abbastanza per capire perché la gente non vada più a votare e, qualora lo faccia, cerchi nel voto un modo per dire “vaffa”.

Alle difficoltà che causa il pubblico corrisponde lo spaesamento nel privato: gli affitti che salgono, le botteghe che chiudono, il paesaggio urbano che cambia senza che il singolo capisca bene perché. Il professor Rossi continua a credere che “libertà è (anche) partecipazione”. Sa però che “nel diritto pubblico si evidenzia l’eterna lotta tra potere e vita. L’attività politica cerca di ridurre lo stato a puro potere, subordinando a esso sempre la vita”. Descrivendo come una giornata normale, coi suoi problemi abituali, possa diventare una corsa a ostacoli, Pezzimenti racconta come si sfarina la legittimità delle istituzioni. Queste non vengono sconfitte su un campo di battaglia ideologico: semplicemente sono viste come ostacoli alle pretese e ai desideri più banali. L’ordalia burocratica, da una parte, e l’incapacità di garantire le minime condizioni per una vita stabile e sicura, dall’altra, inducono alla disperazione anche miti studiosi che pure non rinunciano a credere al bene pubblico.

oggi, 30 Ottobre 2026, il debito pubblico italiano ammonta a il debito pubblico oggi
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