Uberpop, innovazione è rottamare le regole obsolete

Nella Milano dell'Expo, Comune e Ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, bocciano il nuovo servizio

18 Giugno 2014

Wired

Alberto Mingardi

Direttore Generale

Argomenti / Teoria e scienze sociali

Negli Stati Uniti, oggi capita che persone le più diverse decidano di passare qualche ora al giorno al volante, da autisti pagati, raggranellando un po’ di quattrini.

Quarant’anni fa l’economista David Friedman aveva ipotizzato qualcosa di simile nel suo libro L’ingranaggio della libertà (Liberilibri 16, 53 €). Pareva un racconto di fantascienza. Oggi si chiama UberX e funziona. Il miracolo è tecnologico: col gps chiunque può raggiungere un indirizzo seguendo l’itinerario più breve, una “app” consente all’offerta di incontrare la domanda senza colorare la macchina di bianco. L’intermediario (Uber) ci guadagna, i consumatori risparmiano e i guidatori possono integrare il proprio reddito mettendo a frutto patente e automobile.

Nella Milano dell’Expo, Comune e Ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, hanno bocciato il nuovo servizio UberPOP. Sarebbe un “progetto irresponsabile”, a misura di “tassisti abusivi” che rischiano confisca del veicolo, 7mila euro di multa, e la sospensione della patente. Si capisce che i tassisti, che hanno protestato al Wired Next Fest a Milano qualche settimana fa vedano poco di buon occhio la novità, ma non si comprende perché le istituzioni debbano adottarne il punto di vista senza batter ciglio. Le auto pubbliche sono un interesse legittimo. Ma non è altrettanto legittimo l’interesse dei clienti (per prezzi più contenuti)? E quello di chi potrebbe ricavarne un impiego?

In Italia la parola “innovazione” fa sempre capolino nei discorsi dei politici. Peccato che “innovazione” voglia dire proprio questo: una cosa che ieri non si poteva fare, oggi si può. Per carità, le regole si rispettano. Ma se la tecnologia rende le regole obsolete, che si fa? Ci si rimette mano, o si intima alle novità di tenersi alla larga?

Da Wired, giugno 2014
Twitter: @amingardi

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