Stato essenziale e società vitale

Nel libro di Mingardi e Sacconi viene affrontato il problema di come snellire l'apparato pubblico e ridurre il suo operato

31 Gennaio 2023

La Ragione

Argomenti / Teoria e scienze sociali

Il titolo richiama uno scopo cui tendere, piuttosto che la realtà descritta nel libro. Ciò non toglie che i due autori si mostrano discretamente ottimisti, anche se cogliamo una previsione e una constatazione fra le prime e le ultime pagine che non è detto si risolvano nel migliore dei modi. Circa la non essenzialità della macchina statale con la quale abbiamo concretamente a che fare, nel libro si ricordano i casi in cui entrano in contrasto esigenze diverse, di cui non si può dire che ve ne siano di sbagliate, ma restano non facilmente conciliabili. Per esempio, la trasparenza e la riservatezza. O ancora: le norme anticorruzione e la necessità che la pubblica amministrazione operi speditamente. 

Se vuoi tutto disvelare e tutto rendere osservabile, va a farsi benedire il diritto alla riservatezza delle persone. E per capire come non sia un paradosso è bastevole seguire lo scontro sulle intercettazioni. Così come è giusto operare contro la corruzione nell’amministrare ma, come spiega dettagliatamente anche Antonio Cassese, tale pretesa si traduce in un continuo rallentamento delle decisioni. 

I due autori qui sostengono che funzionari e pubblici amministratori finiscano con il preferire, per prudenza e autodifesa, la correttezza formale all’efficacia sostanziale. Contano più le procedure dei risultati. Senza che fra quelli ci sia la percezione che si sia sconfitta la corruzione. E mentre ci si lamenta di un’amministrazione lenta, si difende e anzi si amplia l’area in cui applicare la golden share ovvero il giudizio statale, quindi politico su quel che il legittimo proprietario possa o meno vendere a un investitore o compratore straniero: 83 richieste di attivazione nel 2019, 342 nel 2020, 496 nel 2021. Anche se poi si è intervenuti solo 26 volte. 

Nelle prime pagine gli autori si dicono convinti che dopo il dissolvimento dei partiti politici si stia già tornando a qualcosa che somigli alle «famiglie tradizionali del pensiero politico». Nelle ultime però senza entrare nel merito delle singole scelte fatte in emergenza, pur necessarie osservano che la decisione di chiudere tutti in casa è stata presa da forze politiche che non sono riuscite a rappresentare stabilmente neanche sé stesse. Il che fa correre un brivido lungo la schiena.

Alberto Mingardi e Maurizio Sacconi, Stato essenziale società vitale. Appunti sussidiari per l’Italia che verrà (Studium, 2022)

da La Ragione, 31 gennaio 2023

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