Stagnaro: «Ecco perché il dl Energia rischia la bocciatura da Bruxelles»

Dl Energia sotto esame Ue, il rischio è un aiuto di Stato che finirebbe per favorire anche Germania e Austria.

18 Febbraio 2026

L’Altravoce

Carlo Stagnaro

Direttore Ricerche e Studi IBL

Argomenti / Ambiente e Energia

Il decreto bollette rischia di infrangersi sul fronte europeo. Un meccanismo complesso che nasce da ottime intenzioni, ma che sconta una pessima esecuzione. Il verdetto tranchant è di Carlo Stagnaro, direttore ricerche e studi dell’Istituto Bruno Leoni, uno dei massimi esperti dei prezzi dell’energia.

Stagnaro è infatti convinto che il provvedimento del governo, finalizzato a ridurre le bollette di industrie e consumatori, non supererà l’esame di Bruxelles. Ma soprattutto rischierebbe di finanziare la spesa energetica di Paesi come la Germania e l’Austria.

Professor Stagnaro perché a suo avviso il decreto non va?
«Il punto contestato è l’articolo 5 relativo alla formazione del prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso. Si forma ogni quarto d’ora sulla base della fonte più costosa che in Italia è soprattutto il gas. Si attiva dunque un meccanismo di compensazione che incide su tre tipi di costi: lo scorporo degli oneri di trasporto pagati dalla centrale che per produrre energia utilizza il gas e che vale tra i 2 e i 3 euro, la sterilizzazione della differenza tra il mercato all’ingrosso italiano (Psv) più caro e quello europeo Ttf che consente di tagliare fino a 5 euro e infine il risparmio maggiore, e che rischia di creare i problemi più pesanti, la sterilizzazione del costo dei certificati CO2 che si devono pagare ogni volta che viene acquistato il gas, un’operazione che vale fino a 30 euro».

Ma tutto questo si traduce però in una bolletta più leggera?
«Sì certo. E questo ci porterebbe a dire che va tutto bene. Ma non è così».

Perché?
«L’energia elettrica per il 40% deriva dal gas, questo vuol dire che a beneficiarne è solo questa categoria di produttori. Non pago gli oneri e abbasso il costo del gas. Se spendo un euro di energia elettrica il prezzo si riduce di 1,5 euro. Ma il vantaggio è solo per chi consuma energia. A pagare sono i produttori di energia da idroelettrico, energia rinnovabile».

Insomma un mercato poco equo?
«Sicuramente, ma il problema non è solo questo. C’è anche il rapporto con l’Unione europea perché a mio avviso con questo dl si introduce un meccanismo che si profila come aiuto di Stato e va dunque autorizzato dalla Commissione europea. Non si può intervenire sulla CO2 solo nel nostro Paese. Diciamo che è giusto alleggerire i vincoli, ma questo va fatto a livello Ue. E poi c’è anche una considerazione economica. Con questo intervento si determinerebbe un abbassamento dei costi solo in Italia».

Ma non si è sempre detto che l’Italia ha i prezzi più alti dell’energia in Europa?
«Non è del tutto vero, se consideriamo la Francia è corretto, ma la Germania è ai nostri stessi livelli. Se il prezzo scende al di sotto di quello tedesco, tenendo conto che la Germania potrebbe importare da noi, si ridurrebbero anche le bollette in Germania. Si determinerebbe un sussidio degli italiani ai tedeschi. Il prezzo più basso in Italia favorirebbe un aumento della domanda e dunque un innalzamento dei prezzi. Una vera e propria anomalia. Per questo sono convinto che il sistema vada assolutamente rivisto».

oggi, 18 Febbraio 2026, il debito pubblico italiano ammonta a il debito pubblico oggi
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