Se anche il prof da record fa il piagnisteo sulla paga

Senza libertà nell'insegnamento e senza concorrenza è difficile che si possa avere un'educazione di qualità

5 Gennaio 2015

Il Giornale

Carlo Lottieri

Direttore del dipartimento di Teoria politica

Argomenti / Teoria e scienze sociali

Un’iniziativa della Varkey Gems Foundation, una realtà finanziata da un colosso dell’istruzione privata presente in dieci Paesi e che educa circa 150 mila ragazzi, ha di recente acceso i riflettori sulla scuola, lanciando una sorta di premio Nobel per il migliore insegnante.

Dopo la selezione dei primi 50 l’Italia ha avuto più di un motivo di essere soddisfatta, dato che su nove europei selezionati ben due sono italiani.

Uno di loro – Daniele Manni, di Lecce – nelle scorse ore ha inviato una lettera aperta al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, con l’esplicito scopo di sfruttare questo quarto d’ora di celebrità per richiamare l’attenzione su tale settore tanto importante per il futuro della società. Purtroppo, però, il contenuto delle richieste appare deludente.

I problemi della nostra scuola sono molti, ma i principali sono riconducibili a una gestione quasi interamente statale, e quindi burocratica, deresponsabilizzata, «fuori mercato». Non c’è pluralismo, dato che i programmi sono fissati dallo Stato e la maggior parte degli istituti è controllata dalla mano pubblica. Ma senza libertà nell’insegnamento e senza concorrenza è difficile che si possa avere un’educazione di qualità.

Leggi il resto su Il Giornale, 3 gennaio 2014

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