Uber, taxi e trasporto pubblico non di linea: proposte dall'estero

Tre esperienze estere in cui si è riusciti a disegnare una riforma pro-concorrenziale


22 Marzo 2017

Argomenti / Diritto e Regolamentazione , Politiche pubbliche

Paolo Belardinelli

Research fellow IBL e fellow London School of Economics

Giuseppe Portonera

Forlin Fellow

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Il 10 marzo 2017, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha invitato il Parlamento e il Governo a sciogliere il nodo di una complessiva riforma del settore della mobilità non di linea (taxi e NCC) e a riconoscere piena legittimazione ai servizi offerti da Uber e dai nuovi competitor “digitali” sul mercato. Ciò pone, però, il problema di come poter vincere le forti resistenze corporative. LA comparazione con esperienze estere (Londra, Estonia, Portogallo), in cui si è riusciti a disegnare una riforma pro-concorrenziale, potrebbe offrire proficui suggerimenti di policy utili per il nostro legislatore.

Queste esperienze, sia pure nella loro diversa peculiarità, sono innanzitutto un monito di “coraggio” per il nostro legislatore. Anche nei contesti esteri studiati, infatti, ci sono state resistenze notevoli da parte delle locali associazioni di categoria dei tassisti: ma essi dimostrano che affrontare e risolvere il processo d’aggiornamento della cornice legislativa, tenendo conto del mutato quadro sociale, è possibile, usando la giusta dose di attenzione e fermezza.

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