Tarsu, Tia, Tares, Trise, Iuc: l'involuzione della specie

Garantire la copertura dei costi per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti attraverso meccanismi che allineino il più possibile l’importo pagato dai cittadini ai costi sostenuti è possibile.


21 Dicembre 2013

Argomenti / Politiche pubbliche

Giacomo Reali

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Negli ultimi anni la fiscalità del settore dei rifiuti ha subito continui cambiamenti che hanno seriamente compromesso la certezza relativa alle imposte per tale servizio e svilito la loro natura tariffaria. Nel 2012 il finanziamento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti era demandato alla TARES (Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi), che già introduceva criticità giuridiche, inasprimenti fiscali e iniquità. Le criticità permangono e peggiorano nella nuova Service Tax (IUC, Imposta unica comunale, nell’ultima denominazione) introdotta dal disegno di legge di stabilità 2014. Così riformato, il sistema tariffario è in controtendenza rispetto ai modelli più incentivanti di PAYT (Pay as you throw) adottati dagli Stati europei e in discontinuità con la formula della TIA (Tariffa di igiene ambientale)

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