4 Giugno 2026
Argomenti / Ambiente e Energia
Luca Lo Schiavo
Carlo Stagnaro
Direttore Ricerche e Studi IBL
Da tempo l’Emissions Trading System (ETS) europeo è sotto attacco: quanto sono giustificate le critiche, e quanto efficaci le soluzioni proposte? In questo Briefing Paper si passano in rassegna i risultati raggiunti finora dall’ETS e le diverse ipotesi di riforma (in particolare, alcune proposte accademiche, quelle della Commissione Ue e il meccanismo previsto in Italia dal Decreto Bollette).
L’ETS è uno strumento economicamente efficiente per la riduzione delle emissioni. Tuttavia, solleva problemi di equità – in quanto può determinare aumenti del costo dell’energia che ricadono sproporzionatamente su famiglie a basso reddito e imprese – e di implementazione. Inoltre, si sovrappone con molti altri strumenti che rischiano di cannibalizzarsi a vicenda.
Lo studio esamina i pro e i contro delle diverse proposte di riforma, osservando che il carbon pricing europeo soffre di un problema reale: è uno strumento efficiente ma regressivo, che diventa politicamente insostenibile nei momenti in cui i mercati energetici sono sotto stress. Questa diagnosi è corretta, ed è condivisa da una letteratura accademica ampia e autorevole. Il problema è che le risposte concrete — a livello accademico, nazionale e istituzionale europeo — sono inadeguate o insufficienti, per ragioni diverse ma convergenti. Propongono strumenti già esistenti come se fossero novità, sopravvalutano la tenuta operativa di meccanismi internazionali ancora in costruzione, spendono miliardi di euro per guadagnarne (forse) centinaia di milioni, e introducono norme di trasparenza che rischiano di soffocare la concorrenza in un mercato che ne ha bisogno.
Lo studio si conclude con sei indicazioni di policy su come aggiornare l’ETS (con riferimento, tra l’altro, alla Market Stability Reserve, alle quote gratuite e alla determinazione dei benchmark per la loro allocazione) e soprattutto razionalizzare gli strumenti, utilizzare le risorse disponibili e promuovere la concorrenza.