Il 12 agosto è entrato pienamente in vigore il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi: i legislatori Ue avrebbero fatto un lavoro migliore se, invece a cedere alla smania di regolamentare minuziosamente non solo gli obiettivi, ma anche i metodi, avessero riflettuto con più attenzione sulla lezione di Adam Smith, di cui quest’anno ricorre il 250° anniversario dalla pubblicazione de “La ricchezza delle nazioni”.
Da una parte abbiamo regole che entrano nel più minuto dettaglio di come gli imballaggi dovrebbero essere progettati, riutilizzati e riciclati. Dall’altra celebriamo l’autore che ha spiegato perché nessuna autorità centrale possiede tutta la conoscenza necessaria per organizzare un sistema economico complesso.
Lo studio ripercorre nel dettaglio i contenuti e la logica del regolamento, mostrandone i limiti e le contraddizioni. Un regolamento nato (in teoria) per favorire soluzioni più sostenibili rischia di avvantaggiare soprattutto chi è già grande e strutturato. E quando diventa più difficile entrare nel mercato, diventa anche più difficile sfidare chi è già dentro. Il risultato può essere meno concorrenza, meno sperimentazione e meno innovazione.