OP 35. Le cifre della precarietà

Questo Occasional paper esamina la questione del precariato - le sue radici, dimensioni e prospettive - contribuendo a riportare concretezza sul dibattito sul tema, troppo spesso venato da atteggiamenti ideologici e indifferenti alla realtà.


22 Dicembre 2006

Argomenti / Diritto e Regolamentazione , Politiche pubbliche

Giuliano Cazzola

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Di fronte all’intenzione manifestata da alcuni esponenti del governo di inasprire la tassazione sui contratti flessibili per renderli meno convenienti rispetto a quelli a tempo indeterminato (aprendo le porte a un aumento della disoccupazione e del lavoro nero, soprattutto tra le fasce sociali più deboli), Giuliano Cazzola, economista e già Membro del Parlamento, esamina la questione del precariato, le sue radici, le sue dimensioni e prospettive, contribuendo a riportare concretezza sul dibattito sul tema, troppo spesso venato da atteggiamenti ideologici ed indifferenti alla realtà.

Il Governo sostiene che chi si avvale del lavoro flessibile dovrà sopportare un onere almeno uguale a quello gravante sul lavoro dipendente, se non addirittura superiore. Un recente studio dell’Inps evidenzia invece come un ulteriore salasso contributivo sarebbe punitivo e finirebbe per emarginare ancora di più un settore del mercato del lavoro oggettivamente debole e spingerlo nella trappola dell’economia sommersa.

OP 35. Le cifre della precarietà

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