Le conseguenze inintenzionali del divieto di rate parity

Il provvedimento contenuto nel disegno di legge sulla concorrenza, in esame al Senato, suscita diverse perplessità di ordine economico e giuridico.


19 Novembre 2015

Argomenti / Diritto e Regolamentazione

Giacomo Lev Mannheimer

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Il divieto generalizzato di rate parity rischia di compromettere innovazione e concorrenzialità nel settore delle OTA (Online Travel Agency). Molte autorità antitrust europee hanno già lungamente affrontato il problema, pervenendo a soluzioni diverse da quella ipotizzata dal Parlamento italiano. Una norma simile potrebbe risultare in conflitto con il diritto comunitario.
Il provvedimento contenuto nel disegno di legge sulla concorrenza, in esame al Senato, suscita diverse perplessità di ordine economico e giuridico.

Le conseguenze inintenzionali del divieto di rate parity

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Banning rate parity clauses will not boost competition; it jeopardises freedom of contracting it condividi con questo commento
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