La liberalizzazione dei farmaci di fascia C non nuoce alla salute

La vendita dei farmaci di fascia C è una delle tante liberalizzazioni incompiute in Italia e nemmeno l’attuale disegno di legge annuale sulla concorrenza, nonostante la previsione iniziale, sembra riuscire a portarla a conclusione.


La vendita dei farmaci di fascia C è una delle tante liberalizzazioni incompiute in Italia e nemmeno l’attuale disegno di legge annuale sulla concorrenza, nonostante la previsione iniziale, sembra riuscire a portarla a conclusione.
La liberalizzazione dei farmaci senza obbligo di prescrizione non ha fatto aumentare i consumi superflui di farmaci, anzi i consumi si sono ridotti. La liberalizzazione di OTC e SOP (farmaci da banco e farmaci senza obbligo di prescrizione) ha avuto un impatto positivo sul fronte occupazionale, con l’apertura di oltre 3mila parafarmacie e 7-8mila nuovi posti di lavoro. Ne hanno beneficiato anche i consumatori con riduzioni dei prezzi tra il 20 e il 25%. La definitiva liberalizzazione della fascia C presenta ancora meno rischi per la salute dei cittadini, trattandosi di farmaci con obbligo di prescrizione: ci sarà sempre un medico a prescrivere il farmaco e un farmacista a venderlo. La salute dei cittadini non è garantita dalle “farmacie”, ma dai “farmacisti” e dalle norme di farmacovigilanza che non vengono toccate dalla liberalizzazione.

La liberalizzazione dei farmaci di fascia C non nuoce alla salute

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