Il tagliando al bonus diciottenni

Il bonus 18 andrebbe ulteriormente riformato, trasformandolo in un credito riservato alle famiglie a basso reddito


12 Gennaio 2023

Argomenti / Politiche pubbliche

Luca Bertorello

Lorenzo Annicchiarico

scarica la ricerca integrale

La legge di bilancio per il 2023 introduce significativi cambiamenti nel bonus per i diciottenni. Si tratta di veri miglioramenti?

Quello che si vede del bonus 18enni è lo stimolo generato dallo stanziamento di risorse pubbliche sul lato della domanda di prodotti culturali per i giovani. Si vede anche, tuttavia, che questo beneficio ha interessato il 70 % del totale dei potenziali beneficiari nell’arco dei primi cinque anni. Quello che non si vede è sia se quella fruizione di prodotti culturali, in primis i libri di cui si nota un incremento, ci sarebbe comunque stata, dato soprattutto il particolare momento di lockdown vissuto dagli italiani, sia la distribuzione del beneficio tra giovani appartenenti a famiglie meno e più abbienti. Anzi, il fatto che l’utilizzo del bonus fosse ancorato al possesso di SPID e all’uso dell’apposita app induce a supporre che sia stato di più facile accesso a ragazzi provenienti da realtà familiari e sociali di medio-alto reddito, mentre non è riuscito a raggiungere le categorie più deboli.

La riforma disposta dal governo Meloni, che condiziona l’accesso al bonus al reddito ISEE o ai voti conseguiti alla maturità, nel complesso è positiva. Ma potrebbe essere ulteriormente sviluppata: da un lato, infatti, si continuano a inserire in un unico paniere prodotti molto diversi tra loro, nella indubbia difficoltà di definire a priori cosa sia prodotto culturale. D’altro lato, il meccanismo premiale, per quanto teoricamente incentivante, non sfugge a distorsioni possibili se previsto così in astratto (non è affatto detto, per fare un solo esempio, che lo stesso voto di maturità esprima uno stesso giudizio in tutte le scuole d’Italia).

Per questo, la riforma più opportuna sarebbe stata quella di trasformare il bonus cultura in un credito per l’acquisto di testi e manuali scolastici, magari riservato ai giovani provenienti dalle famiglie a basso reddito.

Il tagliando al bonus diciottenni

In sei anni il Bonus 18enni è costato circa un miliardo di euro, pari al 66% delle somme stanziate condividi con questo commento
Non esiste un monitoraggio preciso ma ci sono diverse evidenze che l'effetto del bonus potrebbe essere regressivo: bene condizionarlo all'Isee o al merito scolastico condividi con questo commento
Il bonus 18 andrebbe ulteriormente riformato, trasformandolo in un credito per l'acquisto di manuali scolastici e universitari riservato alle famiglie a basso reddito condividi con questo commento
oggi, 30 Maggio 2024, il debito pubblico italiano ammonta a il debito pubblico oggi
0
    0
    Il tuo carrello
    Il tuo carrello è vuotoTorna al negozio
    Istituto Bruno Leoni