Il settore dei carburanti tra frodi e concorrenza: prospettive e rischi

Una drastica riduzione delle condotte fraudolente è già stata ottenuta. Ulteriori adempimenti costituiscono un onere indebito.


20 Luglio 2023

Argomenti / Ambiente e Energia , Diritto e Regolamentazione

Carlo Stagnaro

Direttore Ricerche e Studi

Anna Sciortino

scarica la ricerca integrale

Il settore della distribuzione dei carburanti in rete sta attraversando una fase complessa della sua evoluzione, caratterizzata anche da sempre nuovi obblighi e adempimenti. Ultimo, in ordine di tempo, l’obbligo di esporre il prezzo medio regionale dei prodotti. Ma qual è la reale situazione del settore?

Lo studio, realizzato in collaborazione con con Assopetroli-Assoenergia, ricostruisce i numerosi interventi che hanno interessato il settore negli ultimi anni, sia con l’obiettivo di promuovere la concorrenza, sia con quello di contrastare le frodi. Tra le due cose c’è un legame visto che operatori fraudolenti potrebbero fare concorrenza sleale a quelli corretti, mettendoli fuori mercato. L’evidenza, tuttavia, suggerisce che, se da un lato le dinamiche concorrenziali sono oggi efficaci, dall’altro anche la diffusione delle condotte illegali è stata seriamente ridimensionata. Sebbene i dati sull’incidenza dell’evasione (relativa all’Iva e alle accise) siano solo parzialmente affidabili, essi evidenziano una decisa riduzione del tax gap e, probabilmente, anche una sovrastima della sua importanza.

Nell’ambito di questa ricerca, non è stato riscontrato nessun problema evidente a livello nazionale che giustifichi ulteriori, estese modifiche della disciplina a livello nazionale, ma solo contesti locali particolari e possibili estensioni della normativa esistente ad altre fasi di processo e prodotti. Le modifiche sarebbero tanto meno utili quando potrebbero implicare ulteriori costi a carico degli operatori del settore, i quali si trovano a fronteggiare un trend di lungo periodo segnato dal declino dei volumi venduti e dalla stagnazione (nella migliore delle ipotesi) dei margini.

Restano però possibilità di intervento: dovrebbero essere le istituzioni a fare un utilizzo più estensivo ed efficace dei dati già a disposizione, anche al fine di effettuare verifiche più frequenti o mirate e individuare tempestivamente gli operatori con caratteristiche anomale. Oltre a proseguire sulla via della digitalizzazione, inoltre, è necessario intensificare la vigilanza sulla corretta contabilizzazione e immissione in commercio dei biocarburanti e prevedere adeguati controlli sull’ingresso di nuovi operatori.

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