La giustizia del Ponte Morandi: qualche riflessione critica e di sistema


29 Luglio 2026

Argomenti / Diritto e Regolamentazione

Matteo Repetti

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L’esito del processo di primo grado sul crollo del Ponte Morandi non ha, probabilmente, sorpreso nessuno. In attesa di conoscerne le motivazioni per esteso, è però possibile qualche considerazione sul contesto in cui sono maturati prima la tragedia, poi il giudizio.

Fino al crollo dell’estate del 2018 nessuno aveva mai segnalato apertamente criticità strutturali del ponte, o almeno criticità tali da far prevedere un suo cedimento. Anzi: quando si era discusso del progetto alternativo della Gronda, da più parti se ne era contestata la necessità, sostenendo proprio che il viadotto sul Polcevera non presentava problemi particolari.

È certo verosimile che il ponte abbia ceduto per l’omissione dei necessari interventi di manutenzione: è normale attendersi che un ponte non crolli da un momento all’altro. L’esito del processo, però, risponde anche al bisogno di trovare a ogni costo un “colpevole”. E, sul piano della civiltà giuridica, conviene ricordare che attribuire responsabilità a chi in realtà non dovrebbe risponderne significa aggiungere ingiustizia e arbitrio alla disgrazia, con l’ulteriore, grave effetto di deresponsabilizzare i comportamenti futuri invece di provare — per quanto possibile — a migliorarli.

Per questo la vicenda dovrebbe sollecitare una riflessione più ampia. Altrove, a essere processata e condannata a sanzioni miliardarie in sede civile e amministrativa è di regola la società nel suo complesso, chiamata a rispondere di scelte e decisioni superindividuali e di variabili difficilmente controllabili fino in fondo; e l’accento cade sul risarcimento e sull’indennizzo delle vittime dei guasti e dei malfunzionamenti. Da noi, invece, pur a fronte di un sistema in media più farraginoso — complice anche la scarsa efficienza della pubblica amministrazione — si ritiene che un colpevole, a titolo personale, vada comunque trovato.


La giustizia del Ponte Morandi: qualche riflessione critica e di sistema

Prima dell’improvviso cedimento della struttura, ogni progetto alternativo al viadotto era pesantemente osteggiato e ogni intervento di manutenzione del ponte reso particolarmente complesso dalle sue caratteristiche costruttive condividi con questo commento
Tutt’altro che irrilevante ai fini della effettiva messa in sicurezza del viadotto (o della percorribilità di soluzioni alternative, inclusa la sua demolizione) è stato l’atteggiamento di sostanziale inerzia, se non di intralcio, tenuto nel corso degli anni da parte delle amministrazioni pubbliche condividi con questo commento
Un ponte non deve crollare, e nel caso Morandi è verosimile sia mancata la manutenzione. Eppure, davanti a organizzazioni complesse, cercare sempre un colpevole penale distoglie dal vero obiettivo: soluzioni ed efficienza del sistema condividi con questo commento
oggi, 29 Luglio 2026, il debito pubblico italiano ammonta a il debito pubblico oggi
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