Focus 75. Si chiama ‘Mister prezzi’, e sarà il nuovo Inquisitore

La decisione governativa d’inventare dal nulla una nuova figura incaricata di vegliare sui prezzi, evitando speculazioni e accaparramenti, è l’ennesimo sintomo dell’analfabetismo economico che affligge il nostro Paese.


22 Ottobre 2007

Argomenti / Diritto e Regolamentazione , Economia e Mercato

Carlo Lottieri

Direttore del dipartimento di Teoria politica

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La decisione governativa d’inventare dal nulla una nuova figura incaricata di vigilare sui prezzi, evitando speculazioni e accaparramenti, è demenziale. Non ha alcun fondamento teorico l’idea che si possano fissare “prezzi giusti”, e l’introduzione di un’ulteriore forma di vigilanza sulle libere interazioni di mercato non può produrre nulla di positivo per i consumatori. Invece che perseguire disegni tanto irrazionali quanto demagogici, bisognerebbe piuttosto impegnarsi a liberalizzare davvero il mercato, eliminando tutto quanto impedisce il pieno dispiegarsi della concorrenza.

Una decisione come questa ci riporta al Comitato Interministeriale Prezzi, dimostrando quanto sia difficile in Italia operare a difesa del mercato. Gli imprenditori non potranno trovare un ambiente ospitale se verrà loro tolta la facoltà di proporre prezzi in piena libertà e non può certo essere un funzionario di nomina politica a decidere quale debba essere il prezzo del latte o del pane.

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