Focus 240. L'Antitrust contro il freemium. O del fanciullino del consumatore

L’emersione di nuovi modelli di business online garantisce una decisione di spesa più consapevole. Sarebbe miope chiudere questa strada in virtù di un infondato riflesso paternalistico


11 Luglio 2014

Argomenti / Diritto e Regolamentazione

Massimiliano Trovato

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L’emersione di nuovi modelli di business online (tra questi, il freemium) garantisce una decisione di spesa più consapevole e una maggior corrispondenza tra la fruizione di un’app e l’esborso per il suo acquisto.
L’Antitrust sta intensificando il proprio sforzo di vigilanza nel settore del commercio elettronico ed ha avviato un’istruttoria nei confronti di Amazon, Apple e Google e del produttore di videogiochi Gameloft per la possibile messa in atto di pratiche commerciali scorrette nella proposta al pubblico dell’app Littlest Pet Shop.

L’AGCM sembra trascurare l’impatto benefico del mercato delle app sui consumatori, che godono di un’immediatezza di utilizzo senza precedenti e approfittano, in particolare, dell’emersione di nuovi modelli di business. Sarebbe miope precludersi questa strada in virtù di un infondato riflesso paternalistico. Sarebbe invece auspicabile che, in quest’ambito, il regolatore adottasse un approccio estremamente cauto per non rallentare l’innovazione e lo sviluppo.

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