Focus 237. A pensar male … la dotazione finanziaria dell’Agenzia delle entrate

Viene naturale chiedersi se lo zelo con cui negli anni appena passati l’Agenzia delle entrate ha spedito avvisi di accertamento sia stato in parte anche incentivato, è il caso di dirlo, dal premio finale


21 Maggio 2014

Argomenti / Diritto e Regolamentazione

Serena Sileoni

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La nuova convenzione con l’Agenzia delle entrate può essere considerata un passo avanti?
Nella convenzione triennale tra il Ministero dell’economia e l’Agenzia delle entrate per la dotazione finanziaria a carico del bilancio statale compare la voce della quota incentivante, che consente la corresponsione di compensi premiali per il personale dell’Agenzia al raggiungimento degli obiettivi fissati dalla convenzione stessa. Viene naturale chiedersi quanta malizia vi sia nel pensare che lo zelo con cui negli anni appena passati l’Agenzia delle entrate ha spedito avvisi di accertamento e combattuto l’evasione sia stato in parte anche incentivato dal premio finale.

L’ultima convenzione corregge in buona parte questo metodo, benché i funzionari pubblici non dovrebbero essere solo premiati se adempiono correttamente ai loro uffici, ma dovrebbero anche essere sanzionati quando non lo fanno. Ciò è tanto più vero per un’amministrazione, come quella fiscale, che si confronta con i contribuenti in un rapporto impari.

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