BP 60. Grandi speranze, brutte esperienze. La storia del negoziato di Doha

Un attento esame delle dinamiche politiche, degli interessi e delle strategie che hanno portato al recente fallimento del Doha Round. Erixon evidenzia come l'espansione della globalizzazione negli ultimi anni sia stata indipendente dall'influsso della WTO.


1 Settembre 2008

Argomenti / Economia e Mercato

Fredrik Erixon

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La causa più importante della crescita del commercio mondiale va ravvisata in fattori estranei al sistema della WTO. Inoltre, l’autore sottolinea giustamente anche un altro dato, e cioè che lo stallo registrato a luglio è figlio in larga misura di un clima intellettuale che sta pericolosamente mutando a causa del prevalere di nuove vocazioni egemoniche e di una crescente ostilità ai temi della libertà economica.

Il sostanziale fallimento del negoziato di Doha ha messo in evidenza le difficoltà che sta attraversando la WTO e il processo di liberalizzazione dell’economia mondiale. I motivi del fallimento sono molteplici, a partire dalle percezioni contrastanti in merito all’oggetto e agli obiettivi del Doha Round. Attualmente prevalgono accordi bilaterali di libero scambio, con il rischio che la liberalizzazione sia parziale a causa di interferenze politiche. Oggi il clima intellettuale e politico è pericolosamente ostile all’idea stessa di liberalizzazione degli scambi, all’interno e all’esterno dei confini nazionali. La liberalizzazione degli scambi, quando vi è stata, è nata principalmente da misure e riforme adottate indipendentemente dalla WTO.

L’economia mondiale è cambiata enormemente dall’epoca della creazione della WTO e questa organizzazione dovrà necessariamente riformarsi.

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