BP 116. Diritti connessi, un ritardo pericoloso

Il ritardo con cui il Governo sta dando attuazione alla liberalizzazione dell’intermediazione dei diritti connessi al diritto d’autore perpetua una lesione ai diritti degli artisti che dura da decenni.


È importante che i requisiti non si trasformino in barriere all’ingresso per i nuovi operatori.

Il decreto legge liberalizzazioni ha sancito espressamente la libertà d’impresa nel settore dell’intermediazione dei diritti connessi al diritto d’autore. Il ritardo accumulato nell’attuazione della liberalizzazione impedisce il formarsi di un mercato plurale e competitivo. Il monopolio de facto si è dimostrato fallimentare: solo 2/3 dei proventi raccolti dal 2003 al 2008 sono stati distribuiti agli artisti.

Prima del suo scioglimento, l’IMAIE, anziché rintracciare gli artisti da remunerare, finanziava progetti che spesso presentavano irregolarità. La liberalizzazione dell’attività di intermediazione dei diritti connessi è coerente con l’orientamento delle istituzioni europee. Nel Regno Unito, il regime di concorrenza garantisce la ripartizione dell’85% dei compensi. Il decreto attuativo dovrebbe prevedere uguali requisiti e piena parità di accesso al mercato alle collecting society nuove ed esistenti per non falsare la libera concorrenza

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