Ragioni utili per ascoltare senza assecondare le rivolte degli agricoltori

Col trattore in tangenziale gli agricoltori forse non vanno a comandare, ma certo provano a mettere un’ipoteca politica sulle future scelte dell’Unione europea e degli stati membri.


24 Gennaio 2024

Il Foglio

Carlo Stagnaro

Direttore Ricerche e Studi

Argomenti / Politiche pubbliche

Le mobilitazioni hanno spesso motivazioni locali: le agevolazioni sul gasolio agricolo in Germania, i problemi idrici in Francia, l’esenzione ai fini Irpef dei redditi dominicali e agrari in Italia. Ma ci sono anche elementi comuni, che vanno dal calo delle risorse della politica agricola comune all’insofferenza per la concorrenza estera fino a un vasto rigetto delle politiche climatiche europee (come nel caso degli obblighi della nature restoration law). Visto il loro numero e la loro capacità di mobilitazione, c’è da stare sicuri che gli agricoltori troveranno ascolto, anche perché – quando ciò non accade – si saldano con i movimenti anti-establishment e populisti, dal partito dei contadini in Olanda al Rassemblement National in Francia.

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