Mercato unico in Europa, una scommessa per far salire il Pil di 2.800 miliardi

Il mercato unico può far crescere l’Europa, ma senza semplificazione e chiarezza normativa il potenziale resta inespresso

19 Gennaio 2026

L'Economia – Corriere della Sera

Daniele Manca

Argomenti / Teoria e scienze sociali

Il mercato unico europeo ha contribuito per il 16,8% all’intero prodotto interno lordo dell’Unione. Una maggiore integrazione potrebbe produrre fino a 2.800 miliardi di euro in più. È stato il Servizio studi del Parlamento europeo a esaminare l’apporto di quella che viene considerata la principale risorsa economica del continente.

Una maggiore integrazione non può prescindere da semplificazioni, deregolamentazione e da un alleggerimento degli standard. Ma la strada appare ancora lunga.

In uno studio di Epicenter, rete di think tank europei di cui l’italiano Istituto Bruno Leoni è tra i fondatori, si parte dal linguaggio del diritto europeo che mostra quanto la semplificazione sia ancora ben lontana. A cominciare dalle parole dei provvedimenti che costruiscono una realtà letteralmente ben poco comprensibile a imprese e cittadini comuni.

Secondo il Plain English Campaign, ogni frase per poter essere compresa non dovrebbe superare le 20 parole. Ma le direttive dal 2022 al 2024 dell’Unione europea presentano strutture sempre più complesse. Al di là delle complicate strutture sintattiche, ogni frase aveva una media di 38,6 parole, 250 caratteri e 1,9 virgole.

Se si pensa che alcune direttive arrivano a contenere 30 mila parole, e che la velocità media di lettura è attorno alle 200 parole al minuto, si capisce che per leggere un provvedimento servono tra le quattro e le sei ore.

Le semplificazioni iniziano dal linguaggio. Anche noi, in Italia, abbiamo molto da imparare. Ma che senso hanno avuto i passaggi da Industria 4.0 a Industria 5.0 a Transizione 5.0, se già nel titolo di una legge l’effetto è quello di confondere?

Per non parlare del fatto che dentro Transizione 5.0 ci sia finito anche il provvedimento sul golden power. E che dire dei 107 provvedimenti attuativi che attendono la Legge di Bilancio 2026? Questa non è politica o amministrazione, e nemmeno siamo nel campo delle riforme epocali: siamo nell’ambito del buon senso.

oggi, 21 Gennaio 2026, il debito pubblico italiano ammonta a il debito pubblico oggi
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