25 Settembre 2026
Il Giornale
Carlo Lottieri
Direttore del dipartimento di Teoria politica
Argomenti / Teoria e scienze sociali
La diatriba sulla scelta di Giorgia Meloni di non partecipare all’Assemblea dell’Onu mentre. era presente a Milano, in occasione della Fashion Week, dice qualcosa di più della semplice disputa sull’agenda del presidente del Consiglio. Essa rivela il disagio di una sinistra sempre più prigioniera di categorie astratte che rischiano di avere poco a che fare con la realtà stessa.
Con tutti i suoi limiti, il vecchio marxismo possedeva una forma di realismo : pretendeva di leggere il mondo a partire dai rapporti materiali. Di conseguenza un comunista intelligente avrebbe guardato con una certa diffidenza alla successione dei rituali dell’Onu, chiedendosi quale peso concreto essi avessero rispetto ai veri rapporti di potere, soprattutto nell’epoca della competizione tra grandi potenze.
La moda, al contrario, non è solo mondanità. Nell’economia italiana rappresenta una filiera fatta di imprese, lavoratori, ricerca, innovazione e finanza. La Fashion Week è anche una vetrina di questo sistema produttivo. Liquidarla come un “salotto” significa non comprendere la struttura materiale che sostiene uno dei settori in cui l’Italia ancora sa competere.
Riconoscere i limiti della diplomazia significa avvertire che la politica dovrebbe essere giudicata anche sulla capacità di leggere i rapporti effettivi tra economia, lavoro e potere, senza trasformare ogni appuntamento in una questione simbolica. Ed è qui che la gazzarra della sinistra appare rivelatrice.
Oltre a non sapere più parlare ai lavoratori, essa ha progressivamente smarrito gli strumenti con cui leggere il mondo: l’impresa, la tecnologia, la competitività, i salari. E quando la politica si riduce alla celebrazione di rituali, il rischio è inevitabile : si finisce per parlare sempre più di politica e sempre meno della realtà.