L’autorevolezza morale del 1776

250 anni fa veniva pubblicata La ricchezza delle nazioni di Adam Smith

9 Marzo 2026

Istituto Bruno Leoni

Daniel Klein

Argomenti / Teoria e scienze sociali

Il 9 marzo del 1776 veniva data alle stampe La ricchezza delle nazioni di Adam Smith. Tra le opere di economia politica, si tratta della più influente in assoluto. Per quale motivo?

Da giovane Adam Smith era diventato professore presso l’Università di Glasgow. La reputazione di Smith crebbe enormemente dopo il 1759, quando pubblicò La teoria dei sentimenti morali.

Il tema della Teoria dei sentimenti morali era la virtù. In altri termini, il libro indagava il dovere di ogni individuo di far sì che la propria condotta fosse moralmente corretta. La statura di Adam Smith derivava dall’essere un moralista. Possiamo dire che un moralista è chi non esita a proclamare di offrire ai lettori una guida morale. Non solo Smith era un moralista, ma era anche tenuto in grande considerazione. Era considerato un moralista degno di essere ascoltato ed era ritenuto un’autorità morale.

Pertanto, quando La ricchezza delle nazioni venne pubblicata, i suoi insegnamenti non si limitavano ad interessanti ragionamenti in materia di commercio e finanza, ma si trattava dei precetti di una guida morale, ascoltati proprio perché provenivano dalla penna di Adam Smith e godevano della sua autorità. Molti lettori non esitarono a farli propri.

Il risultato? Azzarderei sostenere che l’impressionante crescita economica del mondo occidentale ne è stata l’esito.

Pochi anni dopo la pubblicazione della Ricchezza delle nazioni la crescita economica e il benessere nel mondo occidentale iniziarono ad aumentare a un ritmo straordinario. Nei grafici che illustrano l’andamento della ricchezza o del PIL pro capite nel corso dei secoli possiamo vedere un lunghissimo periodo in cui la curva è pressoché piatta, per passare ad una vertiginosa accelerazione più o meno intorno alla data della morte di Adam Smith, quasi che la sua opera fosse la causa del cambiamento. La storica dell’economia Deirdre McCloskey definisce questo fenomeno “il Grande Arricchimento”. La forma della curva è stata paragonata a quella di una mazza da hockey, in cui la lama rappresenta l’eccezionale aumento di ricchezza degli ultimi duecentocinquanta anni.

Ma quali sono stati gli insegnamenti di Adam Smith? Quale comportamento morale ha convalidato?

Dal punto di vista di oggigiorno, può essere difficile comprendere appieno la novità delle tesi di Smith, proprio perché abbiamo assimilato i suoi precetti morali in materia di attività economica. Dobbiamo renderci conto che l’umanità tende istintivamente a diffidare di qualsiasi individuo che cerchi apertamente di fare soldi. Quando un membro della società dichiara: «Mi interessa il mio reddito, non il bene della società» viene guardato con sospetto.

È vero che talvolta i guadagni si ottengono con mezzi che non fanno il bene della società. Di conseguenza dobbiamo imparare a distinguere i diversi modi di far soldi.

Iniziamo con il suddividere i precetti di Adam Smith in due grandi autorizzazioni morali.

In primo luogo, Smith ha insegnato che, quando un individuo persegue onestamente la ricerca del denaro, è molto probabile che le sue attività contribuiscano al bene della società. Quindi, Adam Smith autorizza moralmente la ricerca di un onesto guadagno. Di fatto, Smith ha detto ai suoi lettori che, quando una persona si leva di buon mattino e lavora sodo alla ricerca di un onesto guadagno, Dio approva. Lo stesso concetto si stava manifestando nelle prediche dei sacerdoti e negli scritti di altri autori, ma La ricchezza delle nazioni ha esposto questa idea in modo particolarmente rimarchevole e convincente.

La ricchezza delle nazioni ci insegna che, nel perseguimento di un legittimo tornaconto, non solo non ci macchiamo di una colpa, ma il nostro comportamento dovrebbe essere considerato, in principio, virtuoso. L’autorizzazione morale della ricerca di un onesto guadagno dette impulso alla vita economica.

Non solo ciò spingeva le persone a levarsi di buon’ora e a lavorare sodo, ma accelerò l’innovazione. Uno dei possibili modi di ottenere un onesto guadagno consiste nel creare nuovi beni e servizi e nuovi modi di produrre beni e servizi. Giacché l’utile legittimo era moralmente accettabile, gli individui avevano l’incentivo ad abbandonare le proprie tradizionali attività lavorative e a innovare nei modi più svariati, a patto che le loro attività rimanessero legittime.

La luce verde all’onesto guadagno rinforzò l’innovazione, che è un elemento essenziale del Grande Arricchimento.

La seconda, grande licenza morale era rivolta al mondo della politica. L’opera di Smith confermava ai governanti la moralità del sostegno a politiche pubbliche che permettessero alle persone di perseguire il proprio onesto guadagno.

Cioè, l’idea di permettere a ciascuno di perseguire il proprio interesse a modo suo era moralmente convalidata dagli insegnamenti di Adam Smith. Vale a dire, governanti e legislatori non dovevano limitare il diritto di proprietà e la libertà di associazione e di contratto. Tutto ciò si traduceva nella liberalizzazione delle restrizioni all’iniziativa.

Il precetto smithiano a favore della libertà individuale, in verità, è solo presuntivo. Non è assoluto e in effetti Adam Smith contemplava alcune eccezioni al principio di libertà.

La convalida morale di Smith è correlata all’espressione “la mano invisibile”.

Ne La ricchezza delle nazioni, Smith afferma che, quando nel mercato una persona si concentra sui propri interessi privati, essa è guidata da una mano invisibile a favorire il bene della società, anche se ciò non rientrava nelle sue intenzioni. Quando un individuo decide dove investire: «In effetti egli non intende, in genere, perseguire l’interesse pubblico, né è consapevole della misura in cui lo sta perseguendo».

Perché Smith conclude che perseguendo il proprio interesse, ciascuno promuove l’interesse della società?

Un reddito onesto significa nessuna frode, nessuna falsa dichiarazione, nessuna intimidazione, nessuna coercizione. Il denaro guadagnato è denaro che i clienti hanno pagato volontariamente perché hanno valutato l’oggetto venduto, ad esempio un aspirapolvere, più del denaro che hanno pagato. Lo scambio è stato vantaggioso per entrambe le parti: si tratta dei guadagni reciproci prodotti dal commercio.

Per competere nel settore degli aspirapolvere, è necessario che l’acquisto dell’aspirapolvere sia un buon affare, ovvero che abbia una qualità e un prezzo che agli occhi dei possibili acquirenti sono migliori rispetto ad altre offerte. Se un altro venditore ha un’offerta migliore, i consumatori non accetteranno la nostra. Quindi, per essere pagati occorre che il consumatore tragga un beneficio dallo scambio. Ma il consumatore fa parte della società. Quindi per essere pagati rendiamo un beneficio alla società.

Inoltre, anche noi facciamo parte della società. Nella Teoria dei sentimenti morali, Smith ha ipotizzato il dovere di promuovere il bene dell’intera società. Il tutto include noi stessi: noi siamo parte del tutto; quindi, quando promuoviamo il bene della nostra parte, promuoviamo il bene del tutto.

Se ciascuno si prendesse cura di sé, il tutto ne trarrebbe beneficio. Siamo moralmente autorizzati a prenderci cura di noi stessi perché è lì che i nostri sforzi sono più efficaci nel promuovere il bene del tutto. L’efficacia nel promuovere il bene comune dipende dalla capacità, e questa dipende dalla conoscenza. Nella Teoria dei sentimenti morali, Smith ha scritto: «Senza dubbio ogni uomo, per natura, viene affidato in primo luogo e principalmente alle sue stesse cure, e dal momento che egli è adatto a prendersi cura di se stesso più che ogni altra persona, è idoneo e giusto che debba essere così».

Per quanto riguarda l’aiuto al resto dell’insieme, forse un buon modo per aiutare il prossimo consiste nel proporgli un buon affare per l’acquisto di un aspirapolvere. O lavorare onestamente in una fabbrica.

Aprendo una fabbrica di aspirapolvere, si aumenta la domanda di manodopera e si aumentano i salari nel mercato del lavoro. Un buon modo per promuovere il bene della collettività è perseguire un onesto guadagno.

Se il sistema complessivo, comprese le sue potenzialità, è stato progettato e creato da Dio, i soggetti che operano all’interno di quel sistema sono effettivamente guidati, anche se solo indirettamente, dalla Sua mano invisibile, perché Egli ha anche creato i segnali di mercato che stimolano le loro azioni, segnali come i prezzi, i profitti e le perdite. Secondo questa interpretazione, la mano invisibile è la mano di Dio.

Ma i segnali del mercato non sono gli unici segni che si manifestano in questo mondo. Ancora più importanti sono i segni e i segnali provenienti dalle autorità morali. Secondo la concezione provvidenziale, i vicari di Dio qui sulla Terra sono fatti a Sua immagine e noi siamo indotti a considerare certi esseri umani come autorità morali, compresi quelli che hanno pubblicato un’opera importante nel 1776. Un autore e un libro ancora vivi e attuali.

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Daniel Klein è professore di economia e JIN Chair presso il Mercatus Center della George Mason University, dove conduce un programma di studio su Adam Smith. Tra i suoi libri, The Spirit of Smithian Laws, Central Notions of Smithian Liberalism, Smithian Morals, e Smithian Essays.

Di Daniel Klein sono disponibili in italiano le registrazioni video di alcuni seminari e conferenze tenute con l’Istituto Bruno Leoni: Liberalism 1.0 (2018, Seminario); Why do government officials believe in the goodness of bad policy? (2020, Conferenza); Adam Smith: Right, Left, Other? (2023, seminario online); Commanding Passions: Pride, Vanity, and Self-Command in Adam Smith (2023, seminario online)

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