L'addio di Cottarelli: dopo di me non ci sarà un altro commissario

L'ex commissario alla revisione della spesa pubblica è stato l'autore della IV Lectio Minghetti IBL

28 Ottobre 2014

Il Messaggero

Argomenti / Teoria e scienze sociali

Un addio dai toni pacati ma che però potrebbe suonare anche come un de profundis per il lavoro di un anno. Carlo Cottarelli sta per rientrare a Washington dove dal primo novembre assumerà l’incarico di direttore esecutivo per l’Italia. Ieri parlando a Milano all’istituto Bruno Leoni l’ormai ex commissario alla revisione della spesa pubblica ha fatto sapere, tra le altre cose, che con tutta probabilità non avrà un successore. «Passo il testimone» ha detto aggiungendo però che «il processo non è ancora terminato, esistono ancora grossi ostacoli».
Richiesto però di fare i nomi di chi si oppone al processo di revisione della spesa Cottarelli ha preferito non rispondere spiegando che «l’elenco è troppo lungo». Ha poi voluto definire «apprezzabili» i risultati raggiunti con la legge di Stabilità che contiene «una riduzione della tassazione». I risparmi messi insieme a suo parere oscillano tra gli 8 e i 14 miliardi.

Questo però non gli ha impedito di evidenziare alcuni aspetti problematici. Ad esempio a proposito della pubblica amministrazione. «Non si può presumere che il numero dei dipendenti pubblici non vada toccato dall’efficientamento» ha detto, aggiungendo che «bisogna essere disposti a risparmiare» in tutti e tre i settori principali della spesa primaria cioè beni e servizi, personale, e trasferimenti a famiglie o imprese. Se si creano esuberi, secondo Cottarelli, bisogna vedere cosa fare. «Non si parla di licenziamenti» ha sottolineato accennando a soluzioni come la riduzione del turnover.

La pubblica amministrazione
Ma la pubblica amministrazione è fatta anche di dirigenti «Le leggi vanno implementate da manager motivati – ha spiegato – la legge delega sulla pubblica amministrazione dovrebbe legare le retribuzioni sia dei manager che dei dipendenti a risultati conseguiti e performance». Oltre a questo secondo l’ex commissario bisognerebbe «dare ai manager sufficiente autonomia e libertà nel prendere decisioni. I vincoli a loro imposti sono ancora tanti».

Infine alcune riflessioni di metodo. «Le scelte impopolari – secondo Cottarelli – a volte sono necessarie, occorre riconoscerlo: ci sono programmi di spesa che toccano interessi particolari ma anche la fascia più ampia della popolazione». Ma la riduzione della spesa «può portare benefici per tutti, riducendo ad esempio la pressione fiscale. Bisognerebbe guardare al medio-lungo termine».

Da Il Messaggero, 28 ottobre 2014

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