L’origine e i principi della Rivoluzione americana

Friedrich von Gentz

L’origine e i princìpi della Rivoluzione americana paragonati all’origine e ai princìpi della Rivoluzione francese è il più importante studio coevo che un autore europeo abbia dedicato alla nascita degli Stati Uniti.

ISBN / 978-88-6440-599-5
pagine / 124
anno / 2026
16 euro

Cosa distingue la Rivoluzione americana da quella francese? Perché l’una ha dato vita alla più longeva repubblica costituzionale del mondo, mentre l’altra è precipitata nel Terrore? E, più in generale, che cosa rende legittima una trasformazione politica?

L’origine e i princìpi della Rivoluzione americana paragonati all’origine e ai princìpi della Rivoluzione francese è il più importante studio coevo che un autore europeo abbia dedicato alla nascita degli Stati Uniti. Friedrich von Gentz riconosce la piena legittimità della Rivoluzione americana, poiché gli americani non edificarono un ordine dal nulla: difesero invece diritti che già possedevano, profondamente radicati nella tradizione giuridica britannica. I rivoluzionari francesi, al contrario, vollero costruire un ordine nuovo a partire da princìpi astratti e finirono per generare una spirale di violenza e di concentrazione del potere senza precedenti. Da questo contrasto Gentz ricava le coordinate di una teoria della legittimità che non guarda ai valori proclamati, ma alle condizioni istituzionali della libertà: continuità del diritto, limitazione del potere, gradualità del mutamento. La libertà non nasce dall’affermazione di una sovranità illimitata; nasce, piuttosto, dal tentativo di contenere e arginare i pubblici poteri.

Pubblicata nel 1800 e tradotta quasi immediatamente in inglese da John Quincy Adams, futuro Presidente degli Stati Uniti, l’opera viene oggi restituita al lettore italiano in un’edizione curata e introdotta da Luigi Marco Bassani. Per la prima volta, la traduzione italiana è condotta direttamente sull’originale tedesco.

Friedrich von Gentz

Friedrich von Gentz (Breslavia, 1764-Vienna, 1832) fu uno dei protagonisti del pensiero politico e della diplomazia europea tra Illuminismo e Restaurazione. La sua traduzione tedesca delle Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia di Edmund Burke (1793) lo consacrò come uno dei principali mediatori tra il pensiero politico britannico e il mondo germanico. Trasferitosi a Vienna nel 1802, divenne consigliere della monarchia asburgica e stretto collaboratore di Klemens von Metternich. Segretario generale del Congresso di Vienna (1814-1815), fu tra i maggiori artefici dell’ordine politico e giuridico della Restaurazione, contribuendo a definire quella nozione di legittimità che avrebbe orientato l’Europa post-napoleonica.

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