dove
Istituto Bruno Leoni (IBL)
Piazza Castello 23, Milano
ore 18
Argomenti / Teoria e scienze sociali
Intervengono:
Giandomenica Becchio (professoressa ordinaria di Storia del pensiero economico all’Università di Torino)
Francesco Tesio (autore del libro Piero Gobetti e l’economia)
Pier Luigi Vercesi (giornalista del Corriere della Sera)
dove Istituto Bruno Leoni (IBL),Milano
ore 18
Argomenti / Teoria e scienze sociali
Intervengono:
Giandomenica Becchio (professoressa ordinaria di Storia del pensiero economico all’Università di Torino)
Francesco Tesio (autore del libro Piero Gobetti e l’economia)
Pier Luigi Vercesi (giornalista del Corriere della Sera)
Presentazione dei libri di Diego Gabutti e Francesco Tesio
Nel centenario della morte di Piero Gobetti (Torino 1901 – Neuilly-sur-Seine 1926), scomparso a soli ventiquattro anni durante l’esilio in Francia, minato nel fisico dalle violenze fasciste, l’incontro ne rilegge l’eredità a partire da due volumi recenti.
Il primo, a cura di Diego Gabutti (La rivoluzione liberale. Saggio sulla lotta politica in Italia e altri scritti, Massari editore, 2026), affianca al testo gobettiano del 1924 — l’analisi in cui la libertà nasce dal conflitto e dalla competizione tra le forze vive del Paese — una scelta di scritti nati nell’orbita di Gobetti, da Gramsci a Prezzolini, e il ricordo che di lui lasciò Natalino Sapegno: un insieme di voci che restituisce l’ambiente intellettuale in cui Gobetti operò come editore.
Il secondo, di Francesco Tesio (Piero Gobetti e l’economia. Il valore della rivoluzione liberale, Edizioni di Storia e Letteratura, 2024; presentazione di Silvia Berti), prende in esame un aspetto spesso trascurato di quel progetto: il ruolo dell’economia. Formatosi alla scuola di Luigi Einaudi ma con un percorso di riflessione autonomo — e a sua volta editore e imprenditore —, Gobetti considerò l’economia una parte essenziale della sua idea di libertà.
A un secolo dalla sua scomparsa, attraverso il dialogo tra i due libri, la discussione proverà a rispondere a una domanda che ci riguarda ancora da vicino: che cosa significa, oggi, “rivoluzione liberale”?