dove Evento ONLINE via ZOOM

ore 18:00 - 19:30


Intervengono

Raimondo Cubeddu
Professore ordinario di Filosofia Politica, Università di Pisa

Lorenzo Infantino
Professore ordinario di Filosofia delle Scienze Sociali, LUISS Guido Carli

Carlo Lottieri
Professore associato di Filosofia del Diritto, Università di Verona

22 Ottobre 2021

Crisi della civiltà liberale e destino dell’Occidente


dove Evento ONLINE via ZOOM,

ore 18:00 - 19:30


Intervengono

Raimondo Cubeddu
Professore ordinario di Filosofia Politica, Università di Pisa

Lorenzo Infantino
Professore ordinario di Filosofia delle Scienze Sociali, LUISS Guido Carli

Carlo Lottieri
Professore associato di Filosofia del Diritto, Università di Verona


Presentazione online del libro di Giampietro Berti

Crisi della civiltà liberale e destino dell’Occidente, nella coscienza europea fra le due guerre
di Giampietro Berti
(Rubbettino, 2021)

Si partecipa al webinar cliccando sul link: bit.ly/crisi-destino

Per l’accesso via Zoom – webinar ID: 812 3198 7604 / password: ibl
Il webinar verrà inoltre trasmesso in diretta sulla pagina Facebook dell’Istituto Bruno Leoni

IL LIBRO

Il presente studio è centrato sulla crisi della civiltà liberale fra le due guerre, così come si è presentata nella sua molteplicità di aspetti filosofici, etici, politici e ideologici: l’impatto del conflitto mondiale nell’universo della cultura, la problematica idea di libertà, il dibattito sulla natura dei regimi totalitari, la critica del comunismo e del fascismo, l’avvento della società di massa, la ricerca di un’alternativa all’esistente, la controversa questione circa l’identità storico-culturale dell’Europa e, più in generale, dell’Occidente e del suo destino. Dall’esame complessivo di questo insieme emergono le ragioni per cui, a fronte di visioni del mondo radicalmente avverse alle sue finalità ideali (come lo sono stati il comunismo, il fascismo e il nazismo), la civiltà liberale non è stata in grado di difendere la sua ragion d’essere, la libertà; ciò a conferma della sua precarietà e fragilità. Risulta chiaro altresì come in questo trentennio la vera divisione politica e ideale non sia passata tra il fascismonazismo e il comunismo, o tra il fascismonazismo da una parte e il comunismo e la democrazia liberale dall’altra, ma tra la civiltà liberale e i nemici della “società aperta”, ovvero, indistintamente, fra tutti i totalitarismi e la libertà. È questa la contrapposizione – libertà o non-libertà – che costituisce il vero criterio di spiegazione e valutazione per tutta l’età contemporanea, a partire dalla rivoluzione francese.
 

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