Ma l'Europa è debole

L'Ue ostaggio del Qatar. Serve una nuova politica per sottrarsi ai ricatti dei padroni degli idrocarburi

19 Dicembre 2022

Il Giornale

Carlo Lottieri

Direttore del dipartimento di Teoria politica

Argomenti / Politiche pubbliche

L’aver scoperchiato gli affari poco limpidi intrattenuti dal Qatar e da una serie di europarlamentari continua a produrre conseguenze. Alla decisione di Bruxelles di bloccare l’accesso dei responsabili qatarioti agli spazi delle istituzioni comunitarie fa ora seguito una dura presa di posizione di Doha, che in un comunicato ha messo in guardia sull’impatto negativo che tutto ciò potrà avere sulle relazioni tra il Vecchio Continente e l’insieme dei Paesi del Golfo.

In sostanza, ci viene detto che tutto quello che facciamo e faremo potrà essere pagato assai caro ogni volta che dovremo far fronte al problema dell’approvvigionamento energetico.

È abbastanza evidente che chiusasi un trentennio fa la Guerra fredda siamo ormai nel pieno di quella che possiamo chiamare la «Guerra del freddo», e se tradizionalmente si riteneva che non potesse essere veramente sovrano un Paese privo dell’arma nucleare, ora sappiamo che non conti più molto né meriti rispetto se dipendi da risorse energetiche d’importazione.

C’è poi un altro dato, su cui si deve riflettere. L’emiro del Qatar non userebbe tale linguaggio offensivo di fronte a istituzioni forti e consolidate, ma non è questo il caso dell’Unione europea, che più che mai mostra la propria debolezza strutturale. Si fa fatica, in effetti, a immaginare una presa di posizione analogamente dura nei riguardi degli Stati Uniti oppure del Regno Unito, ma egualmente della Francia o della Germania.

Da qualche tempo l’Unione vorrebbe presentarsi come uno Stato in via di definizione, in cammino verso quegli Stati Uniti d’Europa che suscitano entusiasmo in alcuni e apprensione in altri. Il punto cruciale, però, è che quello della Ue appare sempre più un edificio mal costruito e con scarsissimo prestigio, e anche gli arabi del Golfo lo sanno. Nonostante continui a fingersi una sorta di Super-Stato in via di elaborazione con tanto di Parlamento, Governo, ministro degli Esteri e via dicendo, nei fatti l’Unione europea assomiglia sempre più a un Paese dei balocchi popolato da cinici lobbisti, alti burocrati potentissimi e politici strapagati, oltre che privi di ogni responsabilità.

È allora urgente che le varie comunità che compongono l’Europa individuino strategie efficaci per avere energia più economica e sottrarsi ai ricatti dei padroni degli idrocarburi: questo è necessario per ridurre le bollette, ma anche per non subire minacce e intimidazioni. Oltre a ciò, però, è necessario comprendere che l’Unione europea è quello che è, nonostante le retoriche mielose e i molti sforzi propagandistici d’imbellettare la realtà.

da Il Giornale, 19 dicembre 2022

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