Con meno burocrazia sarebbe anche meglio e la sinistra rema contro

I risultati del turismo sono frutto di tanti fattori, a partire dal fatto che siamo un Paese eccezionale, eppure tanti remano contro.


6 Luglio 2026

Il Giornale

Carlo Lottieri

Direttore del dipartimento di Teoria politica

Argomenti / Diritto e Regolamentazione

I formidabili risultati del turismo sono il risultato di tanti fattori, a partire dal fatto che siamo davvero un Paese eccezionale: il Mezzogiorno è stato una componente essenziale della civiltà greca, Roma per secoli fu il centro del mondo, e poi abbiamo Venezia, Firenze e altre città di un’attrattività unica (da Siena a Matera).

Come la premier ha sottolineato, i dati attestano il grande lavoro di chi – si pensi, solo per fare un esempio, alla realtà romagnola – ha creato un’offerta di ospitalità e svago apprezzata ovunque. Eppure sono in tanti a remare contro. In effetti, gli intellettuali da salotto e molti amministratori locali non vedono nel turismo un’opportunità, ma un flagello. Quando parla del turismo la maggior parte dei mezzi d’informazione lo fa per evocare il sovraffollamento causato dai visitatori, e non per favorire la crescita del settore.

Se il primo semestre del 2026 segna allora un 4,5% circa in più rispetto all’anno precedente vuol dire che quanti in Italia lavorano e intraprendono hanno compiuto un miracolo. I benpensanti di sinistra, d’altra parte, guardano con orrore all’arrivo di stranieri in vacanza (altra cosa, ovviamente, se intendono stabilirsi da noi). Non amano i villeggianti con pochi soldi del turismo “mordi e fuggi”, che a loro giudizio non porta ricchezza e non fa altro che riempire le strade di Firenze e le calli di Venezia; e tanto meno i matrimoni alla Jeff Bezos. Per loro, sia i ricconi come le famigliole dovrebbero rimanere in Germania e negli Stati Uniti.

Ancora una volta i sapientoni soffiano controvento, dato che lo sviluppo della mobilità e del turismo di massa non poteva che produrre questi esiti (data la bellezza dell’Italia). Nonostante ciò, i risultati sarebbero ancora migliori se non si fossero fatte scelte – a livello locale e nazionale – che hanno pesantemente penalizzato quei proprietari che hanno investito sugli affitti brevi e aumentato la concorrenza nel settore. Abbiamo fatto bene, ma potremmo fare molto meglio.

oggi, 6 Luglio 2026, il debito pubblico italiano ammonta a il debito pubblico oggi
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