Come salvaguardare le libertà in un mondo che cambia

Viviamo in tempi difficili. La società europea sembra chiamata a ripensarsi dalle proprie basi, specie in considerazione del fatto che presto potremmo trovarci in una situazione quanto mai drammatica. Il giorno in cui ai debiti sovrani dovessero sovrapporsi i problemi connessi a una moneta iper-inflazionata e le crescenti tensioni sociali legate all’arrivo di masse di […]

23 Gennaio 2017

Il Foglio

Carlo Lottieri

Direttore del dipartimento di Teoria politica

Argomenti / Teoria e scienze sociali

Viviamo in tempi difficili. La società europea sembra chiamata a ripensarsi dalle proprie basi, specie in considerazione del fatto che presto potremmo trovarci in una situazione quanto mai drammatica. Il giorno in cui ai debiti sovrani dovessero sovrapporsi i problemi connessi a una moneta iper-inflazionata e le crescenti tensioni sociali legate all’arrivo di masse di immigrati del Terzo Mondo, la tenuta di istituzioni pubbliche che eravamo stati abituati a considerare solidissime sarebbe tutta da dimostrare. Per giunta, il quadro internazionale sta cambiando assai velocemente a causa della crisi dell’Unione (si pensi alla Brexit) e del moltiplicarsi di spinte protezionistiche.

Dopo molti decenni di un’esistenza protetta da un welfare state molto costoso ma pure rassicurante, siamo insomma chiamati a capire in che modo entro questo quadro generale del tutto nuovo sia possibile riuscire a salvaguardare le libertà fondamentali e, insieme a esse, una prospettiva di crescita e civiltà. Realizzato a Piacenza su iniziativa del Foglio, di Confedilizia e dell’associazione Liberali Piacentini (in collaborazione anche con Students for Liberty e con la Fondazione di Piacenza e Vigevano), il “Festival della cultura della libertà” che avrà luogo a Palazzo Galli sabato 28 e domernica 29 gennaio si propone proprio di favorire una riflessione a largo raggio su tali temi. E non è un caso se il titolo dell’iniziativa è “Liberi di scegliere” che rievoca un fortunato volume di Milton Friedman e se molte sessioni saranno proprio dedicate a dibattere sul dissesto dello Stato moderno, sui guasti conseguenti all’espansione dei poteri pubblici, sul progetto di un SuperStato continentale, sul costante riemergere di rivendicazioni locali che rigettano l’assetto attuale: dalla Catalogna alla Scozia, alle Fiandre, al nostro stesso Veneto. Quella di Piacenza sarà una kermesse “di liberali” e “per liberali”, ma fuori da ogni logica di schieramento.

Nessuno quindi si stupirà se vi saranno posizioni differenziate e forse anche accese divergenze. Certo l’impostazione complessiva ha l’ambizione di ricollegarsi al meglio del liberalismo classico e in questo senso è comprensibile che un risalto particolare verrà riservato a due figure cruciali del secolo appena trascorso: Luigi Einaudi (di cui parlerà Francesco Forte) e Sergio Ricossa (che sarà ricordato da Alberto Mingardi).Vi sarà anche un autorevole voce d’oltre Atlantico. Nella mattina di sabato, infatti, terrà una lectio mugistralis uno degli economisti americani più originali in tema di moneta: George Selgin. Di origini italiane e perfino per parte di madre pia- centine, Selgin aiuterà a riflettere sulle origini della Federal Reserve e certamente lo farà a partire dalle sue note ricerche in tema di free-banking, con l’obiettivo di mostrare come molte difficoltà delle valute contemporanee siano conseguenti alla monopolizzazione statale del sistema monetario. I due registi dell’iniziativa di Piacenza il presidente del Centro Studi di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, e il direttore del Foglio, Claudio Cerasa-hanno scelto di organizzare un festival al fine di sfuggire a logiche troppo accademiche: e così insieme a noti docenti universitari da Luigi Marco Bassani a Sergio Belardinelli, da Luca Paolo Bernardini a Raimondo Cubeddu, da Luca Diotallevi a Roberto Festa, da Lorenzo Infantino a Eugenio Somaini, per citarne solo alcuni la due giorni darà la parola a imprenditori, professionisti, giornalisti, romanzieri. Né deve sorprendere il fatto che domenica mattina, in diretta streaming con il sito del Foglio, a Palazzo Galli avrà luogo anche una rassegna stampa sui generis che sarà gestita da Massimo Bordin (voce storica di Radio Radicale) e Luca Bizzarri, comico e attore tra i più brillanti. Ed è egualmente importante che durante il Festival si potrà ascoltare pure un giornalista liberale molto noto al grande pubblico in ragione della sua attività di conduttore televisivo come Nicola Porro.

Scorrendo il programma che è disponibile online all’indirizzo https://culturadellaliberta.com risulta chiara la volontà di affrontare ogni questione mettendo al centro il tema della dignità della persona. Che si tratti di ambiente, immigrazione, tensioni culturali, crisi della civiltà occidentale o altro, l’incontro piacentino punta a valorizzare i diritti e la creatività dei singoli, che sono l’unica vera risorsa su cui si possa contare in un’età di confusione e incertezza.

Da Il Foglio, 21 gennaio 2017

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