Berlina fiscale

Il teatrino della gogna finirà per mettere i cittadini l'uno contro l'altro, mentre l'amministrazione confessa di non saper fare il proprio mestiere

17 Ottobre 2017

IBL

Argomenti / Politiche pubbliche Teoria e scienze sociali

Massarosa è un piccolo comune di 23000 abitanti, una di quelle realtà dove ci si conosce tutti, perlomeno di vista. Sarà per questo che il suo sindaco ha deciso di pubblicare nell’albo pretorio i nomi di coloro che non pagano le imposte comunali: la gogna, tra persone che si conosce, è più facile da stringere.

Il garante per il trattamento dei dati personali, con molta probabilità, frenerà l’iniziativa del sindaco come ha già fatto con altre analoghe: i dati inerenti le vicende fiscali sono infatti riservati, e la legislazione sull’Irpef prevede espressamente il segreto di ufficio ai funzionari pubblici circa i dati di cui vengono a conoscenza, secondo un principio che si può agevolmente estendere anche alle altre imposte.

Consola però fino a un certo punto avere la legge e, probabilmente, il Garante della privacy dalla propria parte: anche con queste tutele, che un sindaco, ossia l’autorità pubblica più vicina ai cittadini, voglia stilare liste di proscrizione sembra un fatto grave-

Né rassicura che nelle liste finiscano solo contribuenti renitenti. Le alternative, infatti, sono due: o si distinguono i contribuenti che hanno avviato formalmente una “negoziazione” con il comune, ad esempio rateizzando il debito, oppure si rischia di distinguere tra buoni e cattivi sulla base di presunzioni, elementi arbitrari, supposizioni sul tenore di vita. Deduzioni spesso improprie da fatti solo apparentemente palesi, che possano sembrare incontrovertibili in un piccolo comune e che tuttavia non dovrebbero essere l’architrave di un sistema fiscale trasparente e equo.

Ciò che il sindaco probabilmente si aspetta è che l’onta di vedere il proprio nome pubblicato convinca le persone a pagare, ammesso e niente affatto concesso che tutti siano morosi per convinzione, e non per errore o necessità. Poco importa, per il sindaco, che il teatrino della gogna finirà per mettere i cittadini l’uno contro l’altro, offrendo il gancio a invidie e rivalità personale, così che finiranno per additarsi a vicenda, anziché controllare come vengono spesi dal comune i loro soldi. Quello che il sindaco, però, non ha forse messo sufficientemente in conto e che alla gogna ci finisce il suo stesso comune: considerati gli strumenti per la riscossione che ha, un’amministrazione che si arrende e dichiara di non saper fare altro, per convincere le persone a pagare, che metterle alla berlina è un’amministrazione che, prima degli altri, mette in ridicolo se stessa dichiarando di non saper fare il proprio mestiere.

17 ottobre 2017

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