Gianluca Zapponini
Rassegna stampa
22 luglio 2021
Tasse a chi non si vaccina? No al maccartismo, sì agli incentivi. Parla Mingardi
Servirebbe fare della buona informazione e magari pensare a qualche bonus per incentivare gli scettici
Tutti vaccinati, anzi no. Proprio tutti no. L’Italia della grande paura per la quarta ondata scatenata dalla variante Delta si divide in questi giorni sul se e come incentivare, per non dire costringere, gli italiani più scettici a vaccinarsi. Le vacanze ormai sono alle porte e la sensazione che viaggi e buon umore possano essere spazzati via, anche per colpa di chi il vaccino non lo vuole fare, è piuttosto forte.

Nelle ultime ore si sono susseguite alcune proposte volte a stringere il cerchio intorno a chi non si è vaccinato. C’è chi, come la virologa Ilaria Capua, suggerisce di far pagare l’eventuale ricovero in ospedale a chi viene contagiato e non è vaccinato, oppure chi, come l’ex presidente della Consob, Giuseppe Vegas, intervenuto sulla colonne di MF-Milano Finanza, propone un’imposta addizionale del 5% sui redditi dei non vaccinati. Insomma, chi non si vaccina deve pagare, contribuendo ai costi del sistema sanitario. Formiche.net ne ha parlato con Alberto Mingardi, saggista dalla solida estrazione liberale e direttore dell’Istituto Bruno Leoni.

In questi giorni sono state avanzate alcune proposte volte a convincere i molti scettici a vaccinarsi, evitando cosi ulteriori danni al Paese. Dal contributo ai costi della sanità alla tassa del 5% sui redditi di chi non si è vaccinato. Che effetto le fa?
Mi sembra che si stia dimenticando un banale precetto della saggezza popolare: le api si prendono col miele. Si discute incessantemente di incentivi molto forti e per così dire negativi, delle punizioni insomma, trascurando tre elementi di fondo.

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