Nicola Rossi e Paolo Belardinelli
Osservatorio Minghetti - SuperIndice IBL
SuperIndice IBL – Nota di Aggiornamento n.1



15 giugno 2015
Nicola Rossi e Paolo Belardinelli

Disponibile in PDF

Il 5 maggio scorso, la Commissione europea (Affari economici e finanziari) ha reso pubblico l’aggiornamento della banca dati macroeconomica annuale (Ameco) consentendo così il primo aggiornamento del Superindice IBL. Rispetto al precedente aggiornamento della base dati (risalente al 5 febbraio scorso) il nuovo aggiornamento incorpora le Previsioni economiche di primavera che, a loro volta, sono uno degli esiti del cd. semestre europeo e tengono quindi conto dei Programmi di stabilità e dei Programmi nazionali di riforma dei singoli Stati membri (dedicati rispettivamente i primi alle politiche di bilancio ed i secondi alle politiche economiche nazionali degli stessi) e della interlocuzione fra autorità nazionali e Commissione europea circa le prospettive delle singole economie dell’Unione.

Rinviando a questa pagina per la metodologia di calcolo, riportiamo di seguito il risultato dell’aggiornamento ed un breve commento.


Per quanto riguarda l’Italia, nonostante le note di crescente ottimismo che hanno accompagnato la redazione, la presentazione e l’approvazione (il 10 aprile 2015) del Documento di Economia e Finanza e quindi la definizione delle strategie di politica economica e di bilancio per il quinquennio 2015-2019, l’impatto dello sforzo riformatore è pressoché impercettibile. La pendenza della retta che definisce la tendenza della distanza macroeconomica dell’Italia dalla media dell’Eurozona (e che, se negativa, misura la velocità di avvicinamento a quella media) passa da -0,0166 a -0,0179 (e quella relativa alla distanza fra Italia ed Unione europea segnala addirittura un marginale peggioramento). Un miglioramento francamente trascurabile e visibilmente sproporzionato rispetto all’enfasi riformatrice che ha accompagnato gli ultimi mesi dell’attività di governo (in termini di anni necessari per raggiungere la media dell’Eurozona si passerebbe da 60 a 55: non esattamente un risultato entusiasmante). Come si è già sottolineato, a questo risultato potrebbero non essere estranei i tempi di attuazione e di "entrata in circolo" delle riforme una volta approvate (il cui impatto si manifesterebbe quindi più in là nel tempo). Ma è altrettanto vero che l’approvazione e l’attuazione delle riforme potrebbe non essere sufficiente se il loro disegno non fosse corretto e/o se l’intera agenda riformatrice non fosse tale da individuare correttamente le priorità.

Negli altri paesi della periferia dell’Eurozona, si nota un significativo rallentamento nella velocità dell’avvicinamento alla media dell’Eurozona da parte della Spagna (da ricollegarsi, con ogni probabilità, alla fase del ciclo politico spagnolo) ed una conferma del positivo ritmo di avvicinamento alla media europea da parte dell’economia portoghese.





Per converso, si osserva una apprezzabile riduzione della velocità di divergenza dalla media della Grecia e – caso meno noto ma di rilevanza ben maggiore per i destini dell’Eurozona e dell’intera Unione – una riduzione meno significativa ma altrettanto importante dell’indicatore della velocità di allontanamento della Francia.





Il prossimo aggiornamento del Superindice IBL avverrà in occasione delle previsioni autunnali della Commissione (novembre 2015).

1. Per la banca dati annuale della Direzione Generale Affari Economici e Finanziari della Commissione Europea, si veda  http://ec.europa.eu/economy_finance/db_indicators/ameco/index_en.htm.
2. In questo caso la pendenza passa da 0,0082 a 0,0091.
3. Nel caso della distanza della Spagna dall’Unione europea l’indicatore della velocità di avvicinamento passa da -0,0049 a -0,0019, mentre nel caso della distanza rispetto all’Eurozona lo stesso indicatore passa da -0,0041 a -0,0024 (e dunque, in ambedue i casi, la velocità di avvicinamento risulta, in altre parole, più che dimezzata).
4. Nel caso della distanza del Portogallo dall’Unione europea l’indicatore della velocità di avvicinamento passa da -0,0344 a -0,0313, mentre nel caso della distanza rispetto all’Eurozona lo stesso indicatore passa da -0,0377 a -0,0370.
5. Nel caso della distanza della Grecia dall’Unione europea l’indicatore della velocità di avvicinamento passa da 0,0347 a 0,0263, mentre nel caso della distanza rispetto all’Eurozona lo stesso indicatore passa da 0,0151 a 0,0006 (in particolare, quest’ultimo risultato è la diretta conseguenza della revisione delle strategie di politica economica intervenuta nel corso della discussione intervenuta negli ultimi mesi fra la Grecia e l’Unione europea).
6. Nel caso della distanza della Francia dall’Unione europea l’indicatore della velocità di avvicinamento passa da 0,0242 a 0,0186, mentre nel caso della distanza rispetto all’Eurozona lo stesso indicatore passa da 0,0260 a 0,0195.