Gianluca Zapponini
Rassegna stampa
27 aprile 2021
Quota 102, il Pil e l’Irpef. Il Pnrr visto da Nicola Rossi
Intervista all’economista di Tor Vergata e membro del board dell’Istituto Bruno Leoni
Tra il dire e il fare, si dice, c’è di mezzo il mare. E chissà se, come scritto da Franco Bassanini su Twitter, per il Recovery Plan appena sbarcato in Parlamento e pronto alla partenza per Bruxelles, sarà così. Se dalle parole, seppur ben stampate sulle 319 pagine del documento, si passerà ai fatti, quelli che servono all’Italia. Per Nicola Rossi, economista, docente con un passato da senatore dem e membro del board dell’Istituto Bruno Leoni, il gioco può riuscire. Lo dicono una serie di fattori.

Rossi, il Pnrr è ufficialmente pronto per essere inviato in Europa. A differenza del precedente Piano, sembra esserci una più robusta componente di riforme. Qualcuno ha però fatto notare che il difficile non è tanto scriverlo, quanto attuarlo in tempi certi. Condivide?
Non direi. Anche scrivere di riforme non deve essere poi così semplice se è vero – come è certamente vero – che nella versione appena approvata dal Consiglio dei ministri del Piano nazionale di ripresa e resilienza lo spazio dedicato alle riforme è molto più ampio di quanto non fosse nella versione preparata dal precedente governo. Il che è già un significativo passo in avanti.

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