Carlo Lottieri
Rassegna stampa
La Spagna ci ha superati per la zavorra chiamata Sud
Spesa pubblica e redistribuzione territoriale: in Italia abbiamo davvero esagerato. Sarebbe bene provare a invertire la rotta
Com'è naturale che fosse, la notizia ha suscitato reazioni assai vivaci. E in effetti è la prima volta che il reddito pro capite di uno spagnolo è al di sopra (quanto meno in potere d'acquisto) di quello di un italiano.

I dati provengono dal Fondo monetario internazionale ed evidenziano come la Spagna abbia saputo reagire meglio dinanzi alla crisi del 2007. A ben guardare, più che sull'economia iberica (che ha i suoi problemi), l'attenzione va focalizzata sulla nostra, che si distingue per un tasso di crescita bassissimo. Se le cose rimangono invariate, nei prossimi decenni qualunque economia finirà per fare meglio della nostra, che essendo ferma verrà surclassata da ogni altra.

Nello specifico, però, cosa distingue la realtà spagnola da quella italiana? Una cosa su tutte: il debito pubblico. Mentre lo Stato italiano ha ormai accumulato un debito superiore al 130% del Pil, in Spagna l'indebitamento è consistente, ma comunque inferiore al 100%. Questo fa sì che la quota di risorse che in Spagna sono sottratte a chi produce ricchezza per pagare i debiti è assai inferiore che da noi.

Oltre a ciò, pochi Paesi appaiono sclerotizzati come il nostro, pochi sono così bloccati da tante leggi barocche e da un sistema tributario che toglie a chiunque la voglia d'intraprendere. E poche realtà, come la nostra, sono caratterizzate da una redistribuzione territoriale che favorisce (quanto meno nel breve periodo) alcune regioni e ne penalizza altre. Nel contesto spagnolo l'economia della Catalogna una delle aree più avanzate subisce una penalizzazione che certo contribuisce ad alimentare le spinte centrifughe. Chi a Barcellona si oppone al governo di Madrid non si stanca di ricordare come molti soldi prodotti dai catalani vengano poi utilizzati fuori dalla regione. In effetti, l'economia catalana ha un residuo fiscale di 8 miliardi, il che significa che ogni catalano destina più di mille euro ogni anno al resto del Paese. Il guaio è che, da noi, la situazione è ben peggiore: basti pensare che in Lombardia il residuo fiscale supera i 50 miliardi.

Cosa vuol dire tutto ciò? Mentre in Italia intere aree vivono in maniera consistente di risorse prodotte altrove (e il voto di marzo ha mostrato che vorrebbero ancora più aiuti, a partire dal reddito di cittadinanza), in Spagna il fenomeno ha dimensioni più ridotte. E questo aiuta il Paese nel suo complesso a crescere. Spagna e Italia non sono tanto diverse, ma noi abbiamo davvero esagerato: in tutti i sensi. Sarebbe bene provare a invertire la rotta.

da Il Giornale, 21 aprile 2018