Alberto Saravalle - Carlo Stagnaro
Rassegna stampa
10 aprile 2021
I costi per il paese di un Golden power illimitato
Se tutto diventa strategico, nulla lo è più. I superpoteri del governo rischiano solo di danneggiare le imprese
C'è una regola non scritta nella politica italiana: ogni governo interviene sul golden power ampliandone la portata. Parlando di fronte alla Camera giovedì scorso, il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha annunciato che “stiamo valutando la possibilità di estendere l’ambito di applicazione della normativa golden power anche a filiere che allo stato ne sono escluse e che rivestono invece un evidente rilievo nell’assetto economico nazionale”. Il riferimento sarebbe all’automotive e alla siderurgia, considerati “particolarmente bisognosi di interventi di sostegno per il loro carattere strategico e per il fatto di essere particolarmente esposti alla concorrenza cinese”. E’ trasparente il riferimento all’interesse della cinese Faw per Iveco, un’operazione su cui Giorgetti ha già manifestato perplessità invocando proprio i poteri speciali del governo per impedire l’eventuale cessione. Ancora una volta una modifica dell’ordinamento, apparentemente generale e astratta, sembra diretta in realtà a ottenere un risultato puntuale.

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