Redazione
Rassegna stampa
Fine tutela, la proposta: mix tra tetti e aste
La proposta di quattro esperti per ridurre la concentrazione dell'incumbent del'energia elettrica
Un tetto decrescente nel tempo al numero massimo di clienti che Enel può detenere, dall’attuale 73% al 60% a fine 2019, al 50% a fine 2020 per arrivare al 40% a fine 2021, con obbligo di cedere all’asta i clienti eccedenti il limite di anno in anno. È la proposta per gestire la fine dei prezzi tutelati dell’energia elettrica per i piccoli clienti prevista dalla Legge sulla Concorrenza per il 1 luglio 2019, avanzata da Carlo Stagnaro (Istituto Bruno Leoni, “regista” presso il Mise della legge in questione), Carlo Amenta (Università di Palermo), Giulia Di Croce (GSE) e Luciano Lavecchia (Istituto Bruno Leoni) in un paper pubblicato lunedì sul sistema di disseminazione MPRA della Biblioteca dell’Università di Monaco di Baviera.

La proposta prevede più nel dettaglio che chi non sceglie un fornitore al 1 luglio 2019 sia servito dal suo fornitore storico del servizio di maggior tutela ma a condizioni standardizzate basate sul modello PLACET dell’Autorità per l’energia (che dovrebbe però “raggiungere una maggiore semplificazione”), con qualunque variazione che dovrà essere autorizzata dall’Autorità per l’energia questo per garantire “piena protezione” al cliente ex tutelato.

L’Antitrust, per parte sua, dovrà vigilare sull’applicazione dei tetti antitrust, che varrebbero solo per Enel il cui peso, tra mercato libero e tutelato, è attualmente come detto di circa il 73%, e non per le grandi municipalizzate, la cui dominanza è forte ma limitata al livello locale.

A partire da luglio 2019 Enel dovrebbe astenersi dall’acquisire nuovi clienti ex tutelati e dall’attuare strategie opportunistiche per trattenerli con sé. Se (come è verosimile) alla fine di ogni anno vi sarà comunque una quota di clienti che non hanno cambiato fornitore oltre il tetto fissato, essi verranno assegnati in pacchetti omogenei in aste organizzate e disegnate dall’Autorità o dall’Agcm. In caso il numero di clienti fosse molto rilevante si potrebbe immaginare una seconda asta infrannuale.

Secondo gli autori ai clienti andrà assicurato il diritto a sottrarsi al meccanismo d’asta (opt out) e restare con l’offerta placet sia prima dell’asta, chiedendo di esserne esclusi, sia dopo, non aderendo all’offerta risultante.
Al termine del triennio verranno indette aste per l’intero pacchetto di clienti ex tutelati che ancora residuano, sia di Enel che degli altri ex fornitori in tutela (le grandi municipalizzate) e che eccedono il tetto definitivo del 40% (anche in questo caso garantendo il diritto all’opt out).

Secondo gli autori un simile percorso potrebbe portare al 2022 la quota di mercato di Enel “attorno al 30%” (guardando le figure circa il 35%): questo ipotizzando che il gruppo continui a crescere nel mercato libero, con cui oggi copre circa un 20% del mercato totale, al ritmo attuale di un 2% all’anno circa; che nel contempo la sua quota di ex tutelati, che rappresenta oggi circa un 50% del mercato nazionale, cali di un 3% all’anno; e che nell’asta finale l’incumbent “riguadagni” un 60% dei clienti ex tutelati residui. In un simile percorso la quota di mercato degli altri operatori salirebbe nel frattempo dall’attuale meno del 30% a circa il 65%.

Da rilevare che l’obiettivo del Piano industriale di Enel è di attestarsi al 50% del mercato alla fine della transizione post-tutela (v. Staffetta 02/03).
Oltre all’eccessiva concentrazione dell’offerta nelle mani dell’incumbent, il paper identifica poi altri due ordini di criticità da affrontare in vista del 1 luglio 2019, la scarsa propensione del cliente a interessarsi al mercato e l’inadeguatezza degli strumenti di contrasto della povertà energetica.
Sul primo punto, per promuovere il customer engagement gli autori auspicano una rapida realizzazione del sito per la comparazione delle offerte previsto dalla Legge Concorrenza; una “capillare campagna informativa” che preveda l’invio con le bollette di informazioni dettagliati e prospetti con offerte di concorrenti; l’istituzione oltre all’elenco dei venditori autorizzati previsto dalla nuova Legge, anche un elenco dei clienti inerti; la promozione di gruppi di acquisto anche facendo leva su soggetti non tradizionali come GDO e operatori online; garantire la rateizzazione delle maxibollette, come previsto dalla Legge Concorrenza.

Quanto alla povertà energetica la proposta è unificare gli attuali bonus gas e elettrico in un solo contributo da erogare attraverso il canale della social card e l’istituzione di un osservatorio nazionale sulla povertà energetica che definisca una strategia nazionale di contrasto.

“Nel complesso – concludono gli autori il mercato – sembra maturo per affrontare il completamento della liberalizzazione, allineando il nostro Paese ai maggiori mercati europei. Restano diverse criticità da affrontare ma vi sono il tempo e gli strumenti per garantire che i benefici della liberalizzazione siano effettivamente alla portata di tutti i consumatori, proteggendo quelli più vulnerabili dai potenziali rischi”.

Da Staffetta Quotidiana, 18 ottobre 2017